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Danni da vaccino e obbligo vaccinale: ecco perché il governo rischia di dover fare retromarcia

Pubblicato il 05/01/2022 13:33

Il governo può davvero forzare ulteriormente la mano e introdurre un vero e proprio obbligo vaccinale, togliendo così definitivamente la libertà di scelta agli italiani? Se ne discute molto in questi giorni, con l’esecutivo Draghi che sembra sempre più orientato verso la stretta definitiva. Ma qualche problema burocratico si intravede già all’orizzonte. Come sottolineato dal Fatto Quotidiano, introdurre questo vincolo significherebbe infatti “archiviare il consenso informato che oggi chiunque deve firmare prima della somministrazione del vaccino, e aprire le porte al possibile riconoscimento di indennizzi in caso di reazioni avverse, per le quali è accertato il nesso di causalità”.

Un problema non da poco, anche perché di casi se ne sono purtroppo già verificati diversi, con tanto di azioni legali. Per esempio quella avviata da Paolo Iacobucci, studente universitario di Roma che ha visto morire il padre Giuseppe ad aprile dello scorso anno, 18 giorni dopo la vaccinazione con AstraZeneca. O quella di Ivana Mazzarella, insegnante 47enne di Albano Laziale che ha sviluppato una miopericardite a seguito della seconda dose di Pfizer e ora chiede allo Stato un indennizzo.

L’avvocato Erich Grimaldi, presidente del Comitato per le cure domiciliari precoci contro il Covid-19, sarà a capo del team di legali che porteranno avanti i circa 20 ricorsi presentati in materia. E che serviranno a ottenere la nomina di un medico legale e avviare l’istruttoria per accertare se i disturbi di salute manifestati sono da ricondurre proprio alla vaccinazione. Come spiegato dal Fatto Quotidiano, “la legge 210 del ’92 prevede infatti che i risarcimenti siano riconosciuti solo in caso di reazioni avverse in seguito alla somministrazione di un vaccino obbligatorio. E seppur ai primi posti nella classifica europea per copertura vaccinale contro la pandemia, l’Italia è agli ultimi per quanto riguarda la tutela delle vittime di effetti indesiderati”.

Il nostro Paese è infatti il solo tra quelli Ue, insieme alla Spagna, a escludere l’indennizzo pubblico per le vaccinazioni che il governo si limita a raccomandare, senza renderle obbligatorie. Tra queste, quella contro il Covid. In alcune nazioni come Francia o Germiana, sono stati introdotti meccanismi ad hoc per consentire a chiunque di essere indennizzato dallo Stato. La legge italiana 210 del ‘92 (aggiornata nel 2005) prevede invece questa possibilità solo in presenza di obbligo vaccinale. Procedere verso un’imposizione definitiva potrebbe quindi cambiare definitivamente le carte in tavola, e aprire la strada ai rimborsi per le vittime di effetti collaterali.

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