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Muore di Covid 2 settimane dopo il vaccino: addio all’ex campione olimpico di ginnastica

Pubblicato il 28/01/2022 10:35

Il famosissimo ginnasta ungherese Szilveszter Csollány, storico rivale di Yuri Chechi, è morto lunedì 24 gennaio a 51 anni. Aveva contratto il covid ad inizio dicembre, due settimane dopo aver ricevuto il vaccino. Scrive Eventi Avversi: “Medaglia d’oro agli anelli alle olimpiadi di Sidney 2000 e medaglia d’argento dietro al campione italiano Yuri Chechi ad Atlanta 1996, Csollány era stato ricoverato ad inizio dicembre ma la situazione è precipitata nel corso delle ultime settimane dato che, come sottolineato da diversi media ungheresi, Csollany era stato assistito attraverso un ventilatore polmonare”. (Continua a leggere dopo la foto)

Ma come? Non avrebbe dovuto salvarlo il vaccino? A quanto pare no. “È con profonda tristezza che vi informiamo della morte di Szilveszter Csollany”, ha affermato il Comitato olimpico ungherese. Csollany ha vinto una medaglia d’argento agli anelli ai Giochi Olimpici di Atlanta nel 1996 (perdendo contro il suo grande rivale Yuri Chechi), ma ha fatto poi meglio a Sydney quattro anni dopo quando ha battuto il greco Dimosthenis Tampakos e il bulgaro Yordan Yovchev conquistando l’oro. Dopo il ritiro, Csollany ha continuato a lavorare come allenatore sia in Islanda che in Austria. (Continua a leggere dopo la foto)

Durante la sua carriera, Csollany ha anche vinto l’oro ai campionati del mondo nel 2002 ed è stato sei volte medaglia ai campionati europei di ginnastica. “Addio campione”, ha scritto il primo ministro ungherese Viktor Orban in un messaggio accompagnato da una foto in bianco e nero del ginnasta, mentre il compagno Zoltan Magyar, campione olimpico ungherese nel 1976 e nel 1980, ha parlato di “una perdita enorme, in così giovane età”. (Continua a leggere dopo la foto)

Csollany è stato anche vincitore in sei occasioni dei campionati europei di ginnastica e ha ricevuto il premio ungherese “Sportivo dell’anno” nel 2000 e nel 2002. Una notizia molto triste che ha fatto presto il giro del mondo, destando altra preoccupazione sull’affidabilità del vaccino.

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