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Covid, l’Ordine censura il medico che curava (e salvava) i pazienti a domicilio: l’ennesima follia tutta italiana

Pubblicato il 04/02/2022 11:12

Ha rischiato addirittura di essere radiato dall’Ordine dei medici, lui che nel bel mezzo dell’emergenza Covid si è battuto con coraggio per portare aiuto alle persone colpite dal virus e che ha salvato centinaia e centinaia di vite. Gerardo Torre, medico di Salerno che curava a domicilio i pazienti, alla fine se l’è cavata soltanto con una censura, reo di aver violato le indicazioni arrivate dal ministero della Salute di Roberto Speranza, quel copione fatto di “paracetamolo e vigile attesa” che tanto continua a far discutere in questi giorni. Una sentenza che, però, non pone fine a un grave problema con il quale il nostro Paese continua a convivere.

Come spiegato da Francesco Bonazzi sulla pagine della Verità, Torre era balzato agli onori delle cronache per la sua attività di assistenza ai pazienti svolta a Pagani, in provincia di Salerno: il medico aveva infatto curato almeno 3.700 pazienti nelle loro abitazioni, ricorrendo a anti-infiammatori e cortisonici. Scelte che, però, evidentemente gli avevano attirato contro la rabbia di qualche collega, che lo aveva segnalato all’Ordine per violazione dei protocolli ufficiali.

Alla fine, si è optato per la soluzione più “di comodo”: contro Torre è arrivata una semplice censura, con invito generale ad abbassare i toni dello scontro e far cadere un velo di silenzio sulla vicenda e l’operato del medico “fuori dagli schemi”. Lo schema, in Italia, è d’altronde ormai ben preciso: molti dottori praticano cure domiciliari ai pazienti, in barba alle direttive di Speranze, e salvano vite. Viene loro consentito di farlo ma in silenzio, lontano dai riflettori, ennesima assurdità della scriteriata gestione della pandemia da parte del nostro governo.

Nei giorni scorsi, un servizio di Report era andato a bussare alla porta di Fredy Suter, ex primario di Malattie infettive degli ospedali riuniti di Bergamo. A telecamere spente, pensando di non essere registrato, aveva puntato il dito contro il ministro Speranza, sottolineando come sarebbe bastata un po’ di chiarezza sulle cure domiciliari per “risparmiare migliaia di morti”.

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