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Covid, “i conti di malati e morti non tornano”: l’ammissione choc che arriva dal Cts

Pubblicato il 11/01/2022 10:18

Da tempo sosteniamo attraverso le pagine del Paragone che i quotidiani bollettini di guerra forniti da tg e testate varie siano in realtà inesatti, con numeri gonfiati che finiscono per allarmare la popolazione molto più del necessario. Una conclusione alla quale è arrivato, in queste ore, anche l’immunologo Sergio Abrignani, membro di quel Comitato tecnico-scientifico chiamato ad assistere il governo nelle sue decisioni. E costretto ad ammettere, senza troppi giri di parole: “Probabilmente conteggiamo male i morti per Covid”. E ancora: “Il dato dei positivi non ha senso”. L’ammissione di come, fin qui, i dati siano stati gonfiati in maniera metodica.

Covid, "i conti di malati e morti non tornano": l'ammissione choc che arriva dal Cts

Alle pagine de La Verità, Abrignani ha sottolineato: “Non ha senso dare il numero dei positivi, la stragrande maggioranza dei quali asintomatici o con lievi patologie. Bisognerebbe aggiornare solo il numero dei ricoveri. Probabilmente classifichiamo come morti da Covid anche i positivi stroncati da altre patologie”. Fin qui, quindi, si è andati avanti con un conteggio cumulativi di ricoveri e decessi, ignorando gravi patologie dalle quali alcuni pazienti erano affetti al momento dell’ingresso in ospedale. Una lettura che finisce inevitabilmente per minare anche l’ennesima crociata contro i non vaccinati lanciata in queste ore dal governo.

Prima il premier Mario Draghi e poi il ministro della Salute Roberto Speranza hanno infatti accusato i non vaccinati di essere i veri responsabili della nuova emergenza sanitaria. Con dati eloquenti, apparentemente: “Su 100mila persone, il 23,2% va in terapia intensiva e sono i non vaccinati”. Anche in questo caso, nessuno si è preso però la briga di spiegare agli italiani se queste persone ricoverate soffrano o meno di altre patologie, continuando quindi a fornire dati falsati, come iniziano ad ammettere ora anche gli esperti.

Già prima di Natale, l’infettivologo Matteo Bassetti aveva spiegato: “In questo momento oltre il 70% dei pazienti ricoverati al San Martino ha un problema che non è legato al Covid. Vengono in ospedale per altre ragioni e incidentalmente vengono trovati positivi al virus. Ci può essere quello che arriva perché si è rotto il femore, il cardiopatico…”. Basta il tampone positivo all’ingresso per far cadere tutti nello stesso macroinsieme, quello dei “pazienti Covid”. In caso di decesso, si parla comunque di vittime del virus. Difficile, finché non cambieranno i criteri, vederci davvero chiaro. Come resta difficile fidarsi di un governo che si basa proprio su questi dati per giustificare le proprie scelte.

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