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“Conte rimpastato”. Fra conferme e smentite il premier, in calo di consensi, traballa sempre più

Su Conte la pressione per il rimpasto è altissima e adesso che il premier ha aperto sul Patto di Legislatura -richiesto a gran voce dal Pd- la possibilità sembra essere sempre più concreta. “Ogni partito vuole fare la parte del leone ed approfittare della debolezza oggettiva, in questa fase, del premier”, informa Marco Antonellis per Italia Oggi.

“Una montagna di nomine (364) fino ad ora rinviate per il Covid”. “Da Consap alla Zecca dello Stato, da Consip alla Sogesid fino ad alcune società legate a Cdp”, la lista è lunga. Ad appensantire la situazione i soldi del Recovery Fund. 

Dalle parti di palazzo Chigi sanno benissimo che Renzi punta al rimpasto, ma a quanto pare “Conte non ne vuole sapere”, spiega una fonte di primo piano del governo. 

Se alla fine si opterà per il rimpasto persino i Dem “accetterebbero di buon grado” e avrebbero “già in mente alcune mosse”, come quella che vede “Graziano Delrio al posto di Paola De Micheli al Mit”. A quel punto sarebbe libero il posto di capogruppo alla Camera per il quale è già pronto Andrea Orlando.

Nei 5 Stelle, invece, sempre secondo quanto riferito da Antonellis, “a rischiare, anche se ufficialmente vengono dichiarati «blindati», sarebbero Nunzia Catalfo, Lucia Azzolina e Federico D’Incà. 

Insomma, a prescindere dalla veridicità di questi retroscena, una cosa è certa, per l’inetto Conte e i suoi ancor più inetti ministri non si prospetta un autunno tranquillo.

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