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Catasto, nuove tasse? Dicono di no, ma ecco cosa si fa sfuggire la sottosegretaria Guerra

Pubblicato il 05/03/2022 12:23

Lascia degli strascichi pesantissimi la guerra in seno alla maggioranza sulla riforma del catasto, sulla quale il governo si è salvato per appena un voto in commissione. E proprio dopo questo fatto, e in seguito ad altre riflessioni, ora rimbalzano da una parte all’altra retroscena su un possibile e imminente addio di Mario Draghi a Palazzo Chigi. Il punto però al momento è un altro, ed è nel merito. Questa nuova riforma del catasto va a pesare o no sulle tasche degli italiani? Tasche già ampiamente svuotate dal Covid (e la sua folle gestione da parte di Conte prima e Draghi poi), dall’inflazione, dai costi energetici, da un carrello della spesa sempre più oneroso, dalla guerra… E la risposta è ovviamente sì, anche se Draghi e gli altri esponenti del governo favorevoli all’ulteriore salasso si nascondono dietro a un dito. (Continua a leggere dopo la foto)

Un dito che però non ha coperto benissimo la sottosegretaria Maria Cecilia Guerra, la quale, sebbene da Palazzo Chigi continuino a sostenere che l’intervento sarà puramente ricognitivo senza prevedere cambi fiscali, si tradisce ammettendo come nel 2026, con i nuovi valori catastali, è impossibile prevedere che il governo che sarà in carica in quel momento non decida di rivedere il sistema di prelievo. “Nessun governo sano di mente oggi può decidere come saranno usati questi dati nel 2026” dice il sottosegretario all’Economia. Che vuol dire? (Continua a leggere dopo la foto)

Esattamente questo, che il salasso ci sarà. Non subito magari, ma successivamente sicuramente sì. Come analizza Il Tempo, la Guerra poi semina anche un altro indizio, prevedendo che un eventuale cambio del sistema fiscale non danneggerebbe gli italiani ma, a suo dire, permetterebbe alla maggior parte dei cittadini di pagare di meno. “Secondo i conti”, con una revisione degli estimi catastali oggi “squilibrati e iniqui”, la “maggioranza degli italiani pagherebbe meno”. Ma i dati, soprattutto quelli delle associazioni di settore, dicono l’esatto opposto e lanciano l’allarme. (Continua a leggere dopo la foto)

Per la Guerra, però, “chi ha maggiore concentrazione ricchezza pagherebbe un po’ di più” se ha visto crescere il valore del suo immobile. Tutto questo la sottosegretaria al Mef lo ha detto intervenendo a Radio 1 sulla riforma del catasto, ribadendo che i dati saranno pronti solo a fine 2025 e l’eventuale decisione in materia fiscale sarebbe nelle mani dei futuri governi a partire dal 2026.

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