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Cassese: “Basta con le compressioni delle libertà. Se sproporzionate, sono illegittime”

Pubblicato il 03/02/2022 11:24 - Aggiornato il 03/08/2022 14:16

Fare marcia indietro, interrompendo la compressione delle libertà per tornare a misure ordinarie, visto l’evolversi della pandemia. Ad auspicarlo è il professor Sabino Cassese, ex giudice della Corte Costituzionale che alle pagine della Nazione ha spiegato: “Ci si è allontanati molto dalla Costituzione con il primo decreto del Presidente del Consiglio, ma poi l’errore è stato corretto. Ora ci troviamo in una situazione difficile, perché il codice della protezione civile prevede che l’emergenza possa durare un massimo di due anni. Li abbiamo superati soltanto grazie al fatto che la penultima dichiarazione di emergenza è stata fatta con un decreto legge invece che con una deliberazione del Consiglio dei ministri, e quindi il decreto legge ha modificato, sia pure per questa sola emergenza, il codice della protezione civile. Insomma, un intrico normativo che si potrebbe evitare”.

Secondo Cassese, “il primo motivo per il quale si fa ricorso all’emergenza è il seguente: in Italia siamo maestri nel costruire procedure complicate e intrecci inestricabili, per superare i quali bisogna ricorrere a strumenti straordinari (di qui la mia proposta di tagliare a monte i nodi che impediscono una spedita azione amministrativa, per evitare poi di dover ricorrere alle scorciatoie). Il secondo motivo è costituito dal fatto che il codice della protezione civile consente azioni straordinarie e decisioni rapide non permesse dalla legislazione ordinaria”.

Siamo dunque di fronte al tentativo di tenere gli italiani dentro determinate gabbie approfittando di questi spazi legislativi speciali? “Il quadro è ancora più complicato perché a monte c’è il labirinto legislativo che nessuno ha il coraggio di disboscare e nel quale l’amministrazione stessa finisce per adagiarsi, salvo aver bisogno poi di scorciatoie. Nel resto d’Europa gli ordinamenti hanno regole che consentono di affrontare con strumenti più ‘morbidi’ la diffusione di epidemie. Da noi si sono approvate tante leggi e non quella di cui ci sarebbe stato bisogno, per regolare emergenze sanitarie senza ricorrere agli strumenti straordinari”.

Infine, ha concluso Cassese, “i governi che si sono succeduti hanno adottato norme spesso incomprensibili, troppo numerose, senza rendersi conto che erano dirette a tutti i cittadini, che non sono tutti esperti giuristi”. Riusciremo a tornare indietro? “La Costituzione, in materia di limitazione dei diritti, è molto chiara e molto chiara ne é l’interpretazione della Corte costituzionale, che è basata principalmente sul criterio della proporzionalità. Quando le compressioni delle libertà sono sproporzionate sono illegittime”.

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