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“Trattative segrete”. Zelensky in Parlamento, il controcanto di Cacciari: cosa ha detto il filosofo

Pubblicato il 23/03/2022 11:41

“Volodymyr Zelensky sa perfettamente che il nostro Paese è quello che ci rimette maggiormente con le sanzioni inflitte alla Russia e che quindi è quello più interessato alla pace in tempi rapidi”. Massimo Cacciari, che ultimamente canta spesso fuori dal coro (soprattutto dal coro dei sinistri nostrani), ha commentato in un’intervista ad Affaritaliani il discorso che il presidente ucraino ha tenuto davanti ai parlamentari italiani nella giornata (da alcuni definita addirittura “storica”) del 22 marzo. Cacciari, in particolare, ha spiegato perché Zelensky ha parlato di pace e non di guerra: “Probabilmente è indice del fatto, e dobbiamo tutti augurarcelo, che dietro le quinte proseguono in qualche modo e su qualche tavolo trattative segrete”. (Continua a leggere dopo la foto)

Diverso, invece, il discorso del presidente ucraino nel Paese di Boris Johnson. A tal proposito Cacciari ha detto: “La Gran Bretagna non ha alcun interesse a che si arrivi rapidamente alla pace perché non subisce alcuna conseguenza dalle sanzioni economiche e infatti durante il suo intervento al Parlamento britannico Zelensky ha parlato di guerra e della necessità di sconfiggere la Russia”. Insomma, a seconda del Paese in cui si ritrova a parlare da star in videocollegamento, il presidente dice una cosa diversa. Secondo il filosofo inoltre potrebbe esserci dei negoziati in corso, che però non sono noti a tutti. (Continua a leggere dopo la foto)

“Il problema vero – sostiene Cacciari – è capire se gli interventi degli attori, da Biden in giù, coprono l’intero sviluppo delle trattative o se c’è altro in ballo. In uno scontro come questo le dichiarazioni pubbliche sono una cosa, poi, solitamente e possiamo augurarcelo dopo le parole di Zelensky alla Camera, ci sono anche trattative che non conosciamo per arrivare alla fine del conflitto”. Cacciari, poi, ha aggiunto: “Come in tutte le guerre in pubblico si recita la commedia e dietro le quinte ci sono i tavoli per le vere trattative. Ci sono anche in questo caso? Speriamo. I russi non usciranno mai sconfitti, nemmeno l’anima bella più candida e ingenua può immaginare un ritiro unilaterale delle truppe di Mosca”. (Continua a leggere dopo la foto)

Quanto, infine, ai distinguo politici in Parlamento con alcuni gruppi e alcuni singoli deputati e senatori che hanno disertato l’intervento di Zelensky, Cacciari spiega: “E’ positivo che ci siano posizioni differenziate, vuole dire che non c’è ancora il pensiero unico per tutti e che non tutti hanno il cervello all’ammasso”.

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