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Bassetti adesso se la prende col report giornaliero dei dati Covid: ecco cosa ha detto

Pubblicato il 12/01/2022 09:22

Un’altra cosa che noi dicevamo da tempo, prendendoci le peggio accuse e i peggio insulti, e che ora anche “loro” confermano. Ma la cosa grave è che dopo averci tormentato per anni con il report giornaliero sui dati relativi al Covid ora lo liquidano con un’alzata di spalle. E il primo a farlo è nientepopodimeno che Matteo Bassetti, uno dei televirologi più in voga: “Questa modalità di gestione del Covid deve cambiare. Non dobbiamo continuare a contare come malati di Covid quelli che vengono ricoverati per un braccio rotto e risultano positivi al tampone. Bisogna anche finirla col report serale, che non dice nulla e non serve a nulla se non mettere l’ansia alle persone, siamo rimasti gli unici a fare il report giornaliero”. A dirlo è proprio lui, il primario di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova, intervenuto alla trasmissione “L’Italia s’è desta” su Radio Cusano Campus. (Continua a leggere dopo la foto)

E contestualmente, all’Agi, lo stesso infettivologo, ripreso anche da Repubblica, denuncia un effetto doping sui dati effettivi di ricoveri e decessi Covid a causa del numero altissimo di tamponi: “Nei nostri reparti siamo ben oltre il 35% di ricoverati che con il Covid-19 non c’entrano nulla. Non hanno della malattia nessun sintomo, ma solo la positività al tampone per l’ingresso in ospedale. Dirò di più: questo avviene anche nella registrazione dei decessi, se il paziente entra in ospedale per tutt’altro, ma è positivo e muore, viene automaticamente registrato sul modulo come decesso Covid. Sono numeri assolutamente falsati”. (Continua a leggere dopo la foto)

Bassetti, commentando il report della Fiaso, Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere, dal quale emerge che circa il 34% dei pazienti positivi ricoverati non è malato di Covid ma si trova in ospedale per altri motivi, ora dice: “Noi abbiamo i reparti occupati al 26%, ma li avremmo al 10% se usassimo criteri diversi. Quindi sarebbe un gennaio normale: sempre infatti in questo mese invernale avevamo in reparto pazienti con influenze e polmoniti. Se non entriamo nella nuova logica continueremo a essere in emergenza. Faccio un appello a Draghi perché ascolti un po’ più i medici e un po’ meno i burocrati”. (Continua a leggere dopo la foto)

E aggiunge: “Il report giornaliero andrebbe evitato. Siamo gli unici in Europa, un conto era un anno fa, un altro oggi con la popolazione vaccinata al 90%”. E poi spara alzo zero sul ‘tamponificio’ come lo ha ribattezzato recentemente: “Che senso ha dire che abbiamo 250mila persone che hanno tampone positivo? Bisogna specificare se sono sintomatici, asintomatici, sono ricoverati, stanno a casa. Da una parte sono numeri che ci fanno fare brutta figura col resto del mondo, perché sembra che vada tutto male e invece non è così, nella realtà altri Paesi che hanno molti più contagi di noi cercano di gestirli in maniera diversa. Se continuiamo così finiremo con l’andare in lockdown di tipo psicologico e sociale. Continuando a fare tutti questi tamponi immotivati, arriveremo a un punto che avremo talmente tanti positivi e contatti con positivi che l’Italia si fermerà”. (Continua a leggere dopo la foto)

Per Bassetti, come sostenevamo noi fin dal principio, “la cosa importante sarebbe sapere quanta gente entra in ospedale con la polmonite da Covid e quanta gente invece entra in ospedale per altre patologie e ha un tampone positivo. Bisogna capire se la pressione sugli ospedali è da polmonite da Covid oppure se è dovuta all’enorme numero di tamponi che viene fatto – sottolinea – Ci vorrebbe una distinzione molto chiara. Bisognerebbe ascoltare un po’ di più i medici. Oggi questo virus per la maggioranza dei vaccinati dà una forma influenzale. Gli ospedali sono pieni di non vaccinati, che devono vaccinarsi. Nella gestione della pandemia ci vuole un cambio di passo necessario e urgente”.

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