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Bancomat, dal 30 giugno cambia tutto: in arrivo multe salate e un tracciamento continuo

Pubblicato il 02/05/2022 13:07 - Aggiornato il 03/08/2022 13:47

Conto alla rovescia quasi scaduto per l’inizio di una nuova fase nelle transazioni digitali nel nostro Paese. A partire dal 30 giugno, infatti, clienti e commercianti dovranno adeguarsi alle regole introdotte dal governo Draghi, che ha fatto da tempo dei pagamenti elettronici una sua battaglia mettendola al primo posto nella sua personalissima lista di priorità. Ecco, allora, tutte le norme alle quali andrà prestata massima attenzione, onde evitare di incappare in pericolose sanzioni.

Come spiegato dalla testata Open, il 30 aprile è entrato in vigore il decreto legge numero 36, documento che introduce nuove misure legate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Qui vengono ritoccate alcune indicazioni già diffuse nelle scorse settimane sulle transazioni elettroniche, a partire dalle sanzioni a tutti gli esercenti e i professionisti che non permettono ai loro clienti di utilizzare il Pos: verrà applicata una doppia multa sanzione che si compone di un fisso di 30 euro da sommare al 4 per cento del valore della transazione negata. Per un pagamento di 100 euro, per esempio, la sanzione finale sarà di 34 euro.

Le sanzioni, che tanto hanno fatto discutere in queste settimane, avrebbero dovuto essere applicate soltanto a partire dal 1 gennaio 2023, ma il governo ha deciso di anticiparle. Di conseguenza, entreranno in vigore già il 30 giugno 2022. Inoltre, scatterà anche l’obbligo di trasmettere tutti i dati relativi ai pagamenti giornalieri, che riguarderà sia le operazioni concluse dai clienti che quelle con i fornitori.

Tutte queste informazioni verranno trasmesse dalle banche o dai servizi responsabili di carte o bancomat. Stando a quanto trapelato finora, il Fisco non dovrebbe ricevere i dati dei clienti ma solo il volume delle transizioni, una misura che serve per proteggere la privacy e allo stesso tempo monitorare eventuali anomalie. Non sono mancate, però, le proteste di tante associazioni di categoria che temono la nascita di un vero e proprio Grande Fratello dei pagamenti elettronici.

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