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Arriva la pillola anti-Covid: “Dimezzato il rischio di ospedalizzazione e morte”

Pubblicato il 02/10/2021 08:52 - Aggiornato il 03/08/2022 14:55

Una pillola per il trattamento del Covid in grado di dimezzare il rischio di ospedalizzazione e morte: la compagnia farmaceutica americana Merck Sharp & Dohme (MSD) e Ridgeback Biotherapeutics hanno annunciato di aver ultimato il perfezionamento dell’atteso farmaco, e di essere pronte a chiedere ora alla Fda americana e agli altri enti regolatori l’autorizzazione per l’uso. Una notizia accompagnata dai risultati della terza fase della sperimentazione: il 7,3% dei pazienti trattati con il farmaco era morto o era stato ricoverato in ospedale, contro il doppio, 14,1% di quelli che avevano ricevuto un placebo.

Arriva la pillola anti-Covid: "Dimezzato il rischio di ospedalizzazione e morte"

La terza fase della sperimentazione è stata così interrotta in anticipo dopo una consultazione con l’Fda, l’agenzia del farmaco statunitense, visto che i risultati si erano rivelati nettamente positivi e c’era quindi urgenza di velocizzare l’iter del farmaco. L’analisi ad interim di fase 3 dei dati di 775 pazienti ha mostrato che nessuno dei partecipanti che aveva ricevuto la pillola anti-Covid molnupiravir era morto durante i primi 29 giorni di studio, contro otto decessi tra i pazienti che avevano invece ricevuto il placebo.

La pillola sembra avere un’efficacia maggiore soprattutto sulle varianti del Covid, le più temute per la loro maggiore aggressività. Prodotto da Merck Sharp & Dohme in partnership con la Ridgeback Biotherapeutics, una compagnia di Miami a conduzione familiare, il farmaco deve essere assunto due volte al giorni per circa cinque giorni dai pazienti con una diagnosi recente di Covid. Le previsioni dell’azienda farmaceutica sono di una produzione di 10 milioni di cicli di trattamento entro la fine dell’anno, con il governo Usa che ha già firmato un accordo per ottenerne circa 1,7 milioni.

La notizia della conclusione della sperimentazione della pillola anti-Covid ha fatto subito schizzare in borsa le quotazioni di Merck Sharp & Dohme, proprio mentre i produttori di vaccini hanno invece fatto registrare un netto crollo. Il motivo? Nonostante i media italiani abbiano ignorato perlopiù la notizia, la Fda americana ha convocato la Commissione consultiva per discutere dell’opportunità della terza dose, sulla quale l’amministrazione Biden insiste. Un dibattito pubblico, durante il quale alcuni esperti hanno ipotizzato che l’aumento degli effetti indesiderati sia dose-dipendente. Più dosi, dunque, più rischi di conseguenze anche gravi. Con tanto di voto finale che ha dato sì il via libera alla terza somministrazione, ma solo per anziani e persone a forte rischio.

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