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Perché il caso Arcuri esce solo dopo il ballottaggio? È indagato per peculato e abuso d’ufficio

Pubblicato il 19/10/2021 08:15

L’ex Commissario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri, fedelissimo dell’ex premier Conte, risulta indagato a Roma per corruzione, peculato e abuso d’ufficio. Per la corruzione la procura ha chiesto l’archiviazione del fascicolo. Sulla richiesta si deve esprimere il gip. Per le altre due accuse, invece, l’inchiesta va avanti. La Guardia di Finanza, su disposizione della Procura di Roma, ha notificato alla struttura commissariale nazionale e alle strutture regionali un decreto di sequestro in relazione alle mascherine provenienti dalla Cina, risultate non regolari, e finite al centro dell’inchiesta in cui sono indagati tra gli altri il giornalista Rai in aspettativa, Mario Benotti, Andrea Vincenzo Tommasi ed Edisson Jorge San Andres Solis. (Continua a leggere dopo la foto)

Il reato contestato dai pm Gennaro Varone e Fabrizio Tucci ad Arcuri è frode nelle pubbliche forniture. Le indagini riguardavano affidamenti per un valore di 1,25 miliardi di euro effettuati da Arcuri, a favore di tre consorzi cinesi, per l’acquisto di oltre 800 milioni di mascherine, con l’intermediazione di alcune imprese italiane che hanno percepito commissioni per decine milioni di euro. Perché, però, di questa inchiesta si viene a sapere solo ora, magicamente a urne chiuse? (Continua a leggere dopo la foto)

È curioso sottolineare alcune misteriose coincidenze della magistratura. In piena campagna elettorale, ad esempio, sono scoppiati prima il caso Morisi e poi quello di Fratelli d’Italia. Il caso Arcuri, invece, esce appena finisce la campagna elettorale. E non è un caso da poco. Si è infatti appreso che Domenico Arcuri, l’ex commissario straordinario per l’emergenza Covid, è indagato per abuso d’ufficio e peculato nell’ambito dell’inchiesta riguardante l’acquisto di mascherine. Questo fatto quanto avrebbe influito sull’esito elettorale? (Continua a leggere dopo la foto)

Tutte domande e dubbi legittimi. Il sospetto più grande, al momento – come trapela da più ambienti -, è che i giudici abbiano aspettato appositamente a indagare Arcuri per non “rovinare” i ballottaggi. I dubbi, però, non riguardano solo questa vicenda, ma tutta la gestione della pandemia da parte del PD e del M5s sotto la guida di Conte e di cui anche noi abbiamo ampiamente detto, unica voce fuori dal coro, durante tutto quel periodo buio per l’Italia.

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