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Altro che vittoria! Ecco cosa ci chiede l’Europa in cambio del Recovery Fund

Autorizzazioni, verifiche e monitoraggi, l’Italia sarà sotto stretta osservazione e controllo dell’Europa. Sul sito della Commissione compare un documento di 67 pagina all’interno del quale sono messe nero su bianco tutte le procedure e i controlli stabiliti  che definiscono ‘le regole’ degli aiuti. Ovviamente è risaputo, l’Europa ‘non offrirà la cena all’Italia’, pagheremo con gli interessi e saremo in balia dei ‘capricci’ dell’Unione dei paesi del Nord.

Tra i vincoli più decisivi, riferisce La Stampa, vi è quello a pagina sei al punto 19: “I piani per la ripresa e la resilienza sono valutati dalla Commissione entro due mesi dalla presentazione. Nella valutazione il punteggio più alto è per la coerenza con le raccomandazioni specifiche per Paese”. Dal testo si “intuisce che i criteri per la valutazione sono piuttosto ambigui, saraà a carico del “buon senso dei leader. Ma quanti visto che in Europa se ne contano 27?” si domanda all’interno di un articolo La Stampa. Il ricatto è sottile, ma chiaro: ‘Se vogliamo che ci vengano per ‘gentile concessione’ dati i soldi, dobbiamo rispettare i vincoli stabiliti dall’Unione’.

“La valutazione dei piani deve essere approvata dal Consiglio a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, mediante un atto di esecuzione che il Consiglio si adopera per adottare entro 4 settimane dalla proposta”. Non viene definita nemmeno chi rappresenti la maggioranza qualificata, fa notare il quotidiano. Si capisce bene invece, che se -ipotizzando- “l’Italia chiedesse dieci miliardi a fondo perduto, ma il deficit a giudizio di olandesi e austriaci restasse troppo alto e questi riuscissero a ottenere consensi, il Governo italiano potrebbe vedersi rifiutato il finanziamento”.

Prosegue il testo del dossier di 67 pagina dicendo: “In merito al soddisfacente conseguimento degli obiettivi intermedi e finali, la Commissione chiede il parere del comitato economico e finanziario. A questo punto potrebbe entrare in gioco un ulteriore blocco. Anche se l’Italia riuscisse ad ottenere i consensi sul contributo, se le motivazioni per cui chiediamo il prestito non appaiono convincenti, il giudizio dell’approvazione passerebbe dalle mani della Commissione al Consiglio. All’interno del dossier non viene specificato inoltre il significato di “maggioranza qualificata”. Troppi gli aspetti lasciati indefiniti che lascerebbero le carte in mano agli ‘umori’ politici del momento. 

Al punto 128 sono indicati gli importi massimi erogabili di qui al 2027. “Si terrà conto degli adeguamenti previsti delle retribuzioni, dell’avanzamento di carriera, dei costi relativi alle pensioni” Questo passaggio rappresenta un punto delicato che sembrerebbe essere “scritto apposta per l’Italia” in rferimento alla Quota 100. Diverse sono gli elementi che individuano e pongono nel mirino europeo quota 100 e pensioni.

Questi sono i presupposti che ci porteranno ad essere nelle mani dei Paesi che sempre ‘tirano le redini’ del comando dell’Unione, da sempre a trazione germanica.

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