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Ai ristoratori il 10%, ai Benetton il 100%: scoppia lo scandalo dei ristori per Autostrade

Pubblicato il 20/04/2022 12:36

Nei giorni immediatamente successivi alla tragedia del Ponte Morandi, quando negli occhi degli italiani erano ancora fresche le immagini del crollo della struttura che aveva trascinato con sé 43 persone, il Movimento Cinque Stelle si era impegnato in una solenne promessa: “Revocheremo le concessioni autostradali ai Benetton”. Parole che oggi suonano quanto mai beffarde, considerando come sono andate invece le cose: gli imprenditori trevigiani si preparano a intascare un maxi-assegno da 8 miliardi di euro da parte dello Stato e dai fondi stranieri che hanno rilevato autostrade. E intanto continuano a beneficiare dei regali di governi mai così gentili nei loro riguardi.

Come spiegato da Francesco Bonazzi sulle pagine della Verità, infatti, in questi mesi difficili segnati dalla pandemia molte aziende italiane si sono trovate, di colpo, con l’acqua alla gola. Problemi che non hanno interessato nemmeno dai vicino, invece, i Benetton, che dai famigerati “rimborsi Covid” hanno incassato la bellezza di 1 miliardi di euro. Il tutto mentre tante imprese di piccole e medie dimensioni si trovavano costrette ad accontentarsi di briciole e, nel silenzio generale, finivano per chiudere definitivamente i battenti.

Gli indennizzi, come ricordato dalla Verità, “erano tra il 10 e il 20% del minor fatturato e non potevano superare per legge i 150.000 euro”. Escluse dalla lista degli aventi diritto, le aziende che non avevano registrato un calo nei ricavi superiore al 33%. Il 20 maggio 2020, però, i concessionari autostradali avevano incontrato online Felice Morisco, direttore generale per la Vigilanza sulle concessioni autostradali, che aveva invitato tutti i gestori a riformulare i rispettivi piani finanziari “in relazione all’evoluzione dell’emergenza sanitaria”. Di fatto, il via libera all’ennesimo pacchetto regalo da parte dello Stato.

E così soltanto per i primi 4 mesi del 2020 Aspi (Autostrade per l’Italia) ha potuto beneficiare di un riconoscimento di 542 milioni. Fosse stata applicata anche in questo caso la stessa normativa valida per le altre aziende, all’ente non sarebbero spettati nemmeno i 150 mila euro di tetto massimo. Quello che vale per bar, ristoranti e imprese non vale però, a quanto pare, per i concessionari autostradali. Che in barba alle vecchie minacce dei grillini hanno potuto brindare all’ennesimo successo personale, figlio degli ottimi rapporti con una politica sempre generosissima quanto non ci sono da aiutare le famiglie italiane.

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