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“Addestrarsi al combattimento”. L’Italia si prepara al peggio. La circolare da brividi

Pubblicato il 15/03/2022 19:30

Una circolare dello Stato Maggiore dell’Esercito esplicita tutta una serie di nuove norme e regole sulle attività nelle caserme italiane dopo l’attacco della Russia. Armi, missioni, congedi, tutto viene regolamentato secondo nuovi crismi che non lasciano spazio a dubbi: il livello di allerta è alto.
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La circolare del Ministero

Il Ministero della Difesa aggiorna la sua circolare periodica dopo l’invasione della Russia in Ucraina, fissando nuove regole per l’impiego dei soldati. Congedi anticipati rilasciati «con particolare attenzione», personale «senza vincoli di impiego operativo», attività addestrative «orientate al warfighting». Lo Stato Maggiore dell’Esercito conferma che «il Vertice di Forza Armata adegua le priorità delle unità dell’Esercito, al fine di rispondere alle esigenze dettate dai mutamenti del contesto internazionale» e chiarisce che sono «precisazioni alla luce di un cambiamento che è sotto gli occhi di tutti».
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Gli addestramenti

Riguardo alle attività di addestramento ecco le nuove normative: «Tutte le attività addestrative, anche quelle dei minori livelli ordinativi, dovranno essere orientate al warfighting. In merito viene disposto il rinvio di tutte le esercitazioni che non siano specificatamente indirizzate al mantenimento delle capacità operative rivolte alla prima e alla seconda missione. Ciascun reggimento di artiglieria deve essere addestrato ad operare sia nel ruolo di supporto diretto che in quello di supporto generale. Si rende necessario valutare la possibilità di affiliazione addestrativa operativa dei battaglioni delle trasmissioni alle Grandi Unità. In merito, dovrà essere posta particolare enfasi all’affiliazione ai due Comandi di divisione. I battaglioni individuati devono avere gli stessi livelli di prontezza dei Comandi supportati».
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La stretta sui congedi

Il documento chiede particolare attenzione «nel valutare le domande di congedo anticipato, in quanto in un momento caratterizzato dall’intensificarsi delle tensioni geopolitiche, deve essere effettuato ogni possibile sforzo affinché le capacità pregiate possono essere disponibili. Il personale in ferma prefissata dovrà alimentare prioritariamente reparti che esprimono unità in prontezza nei prossimi due anni. Tutte le unità in prontezza devono essere alimentate al 100% con personale “ready to move”, senza vincoli di impiego operativo anche ricorrendo all’istituto del comando».
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Si agisce a livello centrale

Un altro tema caldo è l’accentramento del comando: «occorre garantire maggiore omogeneità delle forze che contribuiscono alla condotta di operazioni evitando per quanto possibile il frazionamento delle unità. Tale principio deve ispirare la pianificazione di impiego dei comandi unità di forza armata.
Qualsiasi richiesta di concorso operativo sul territorio nazionale deve essere indirizzata e avallata livello centrale. Gli assetti sanitari costituiscono una capacità essenziale per l’operatività dei reparti in tale ambito qualsiasi richiesta di supporto dovrà tenere nella dovuta considerazione i prioritari impegni connessi con l’approntamento dello strumento, le forze in prontezza e le attività operative in atto. Devono porsi in essere le attività necessarie ad accelerare la disponibilità operativa del 52º reggimento “Torino” dando priorità alle batterie semoventi anche utilizzando le potenzialità formative addestrative dell’ottavo reggimento “Pasubio”.
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Si tengano pronti i carri

La circolare chiosa con un avviso perentorio: «Bisogna provvedere affinché siano raggiunti e mantenuti massimi livelli di efficienza di tutti i mezzi cingolati, gli elicotteri (con focus sulle piattaforme dotate di sistemi di autodifesa) i sistemi d’arma dell’artiglieria.» Insomma, non tira un bel vento e le forze armate italiane iniziano a prepararsi al peggio. L’augurio è quello di far sì che queste misure non servano, cercando di raggiungere la pace che tutti ardentemente desideriamo attraverso il dialogo e la diplomazia.

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