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2 dosi in 21 giorni. Il generale Figliuolo lancia l’offensiva sui bimbi

Pubblicato il 11/12/2021 08:48

Se vi chiedevate il perché di un generale alla guida di una struttura sanitaria ora di certo lo avrete capito. Non si tratta di una questione medica, ma di una questione militare in cui le vittime e i danni collaterali sono messi già in conto pur di conquistare la vittoria. Fa bene il filosofo Carlo Lottieri a metterci in guardia sul senso più profondo di ciò che stiamo vivendo: “La medicina deve essere tarata su persone tra loro molto diverse. In ragione di un ben preciso calcolo politico, ci considerano tutti identici, e in tal modo si sta scivolando verso logiche totalitarie giustificate da quella che viene chiamata “la scienza”. (Continua dopo la foto)

Come altrimenti potrebbe spiegarsi la folle decisione di lanciare una campagna a tappeto per vaccinare i bambini dai 5 anni agli 11 anni (ma identica cosa potrebbe dirsi delle altre fasce di minori)? Da mesi non si registra né un decesso né un ricovero in terapia intensiva per questa fascia di età e nell’intero periodo (ormai due anni) di pandemia si sono registrate 11 vittime. In totale i decessi in due anni sono stati 35. Tanto per fare un confronto nello stesso periodo 60.000 (sessantamila) minori sono stati feriti in un incidente stradale e 800 minori hanno perso la vita. Ma la ragione e con essa la “pietà l’è morta”. E così a partire dal 16 dicembre partirà la campagna vaccinale per i bambini tra 5 e11 anni. “Saranno disponibili circa 1,5 milioni di dosi”: ha annunciato il generalissimo Figliuolo con il piglio con cui si annuncia l’assalto ad una città nemica(Continua dopo la foto)

Si procede senza indugi e nella più totale indifferenza alla scienza e agli appelli di pediatri e virologi che invitano alla prudenza. L’obiezione di fondo è che i bambini vanno vaccinati anche se non corrono alcun rischio per rallentare il contagio generale: una sorta di surreale inversione del principio di solidarietà in cui i figli e i nipoti vengono sacrificati per i genitori ed i nonni. Tesi ampiamente smontata dalla massima autorità italiana in materia virologica, il direttore dello Spallanzani, l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive, Francesco Vaia, che ha definito fanatismo vaccinale questo tipo di approccio: “Si dice che i piccoli si contagiano e contagiano anche gli altri ma analizzando i dati non si può dire che al momento la loro incidenza sul propagarsi del virus sia forte. Vaccinare i bambini per proteggere gli anziani? Chiedere la solidarietà sociale a chi ha meno di dodici anni rasenta l’ideologia e il fanatismo”. (Continua dopo la foto)

Ma nulla può arrestare l’invincibile armata del generale figliolo al comando del governatore d’Italia Mario Draghi. Se pensavate di essere ancora dei cittadini vi sbagliavate di grosso. Siete e siamo truppe da manovrare a piacimento di lorsignori. E se dovesse andare storto qualcosa, peggio per noi, per loro e per i capi delle multinazionali del farmaco c’è uno scudo giuridico che li esonera da ogni responsabilità penale e civile.

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