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“Siamo al crocevia”

di Luca Corrarati.

L’uggiosa giornata del vergognoso 12 aprile 2021, s’è conclusa lasciandoci solo frustrazione e rassegnazione; non servirebbe aggiungere altro. Aggiungiamolo, invece, questo “altro”, perché non si dimentichino le ingiustizie che troppe volte perdoniamo ed accettiamo. Padri e madri insieme a figli, fratelli e sorelle, domandarono la possibilità d‘esprimere la disperazione che li attanaglia, a gran voce e nella pubblica piazza; rispose il “Ministro dell’Interno”, tra virgolette perché ormai sono titoli privi d’ogni significato svuotati a colpi di malefatte, con un secco “No! Voi non potete, io non vi do il permesso.”

Così i valorosi di “IoApro” decisero che il loro diritto di alzare la voce in mezzo ad una strada non può essere calpestato da anima viva e si diressero ugualmente laddove avevano deciso di dirigersi e lì, ovviamente, non trovarono il Ministro bensì gli agenti di polizia.

Così abbiamo assistito al triste spettacolo, degradante non solo per ciò che rimane della nostra democrazia, è stato degradante in senso assoluto, avrebbe fatto vergognare perfino i trenta tiranni; questo è evidente.

Ed ora, cosa rimane? Rimane l’amarezza di una democrazia decaduta che si regge in piedi grazie ad una manciata di cravatte annodate ad altrettanti esili colli. Rimane l’amarezza di un futuro certo, tetro e nero per il popolo italiano. Rimane la vergogna, nostra, per aver permesso che distruggessero l’ottava meraviglia del mondo, faticosamente costruita dai nostri nonni.

Esclusi rari ed onorevoli fari, gli altri sono ormai allineati, vendutisi all’illusione che trenta denari nelle tasche dei propri figli regaleranno loro una vita dignitosa giacché circondati da servi privi di tutto. Neanche nell’anno più buio del medioevo s’è vista una tale, infima, perdizione.

Ed ora siamo al crocevia, non si torna più indietro, da un lato gli “onorevoli” che ripetono come robot quanti miliardi chi hanno regalato, dall’altra valorosi italiani che controllano in tasca e non trovano neanche un soldo bucato.

Come sempre è alla radice che va estirpato il male, ed il peccato originale, lo capirebbe anche un infante, è l’Unione Europea, da lì parte la catastrofe che ci ha travolti; Istituzioni straniere che dettano legge ed economia sul suolo italiano. Quel suolo riconquistato e difeso col sangue dai nostri avi è stato svenduto dai traditori grazie ad un paio di firme su un pezzo di carta.

Come sempre, lo sappiamo, l’attenzione verrà focalizzata sui dettagli, spesso inutili; per questo mi sento di fare un appello ai miei amici di “IoApro”.

Non basta più annunciare “IoApro”, è necessario far capire che non è né una richiesta né un lamento, è un ordine perentorio lanciato a chi vi ha fatto del male, vi suggerisco una nuova formula: “IoApro, punto.” Non vi resta altro che la vostra determinazione, è necessario far capire che non siete venuti al mondo per farvi umiliare, soprattutto da chi non è degno d’umiliare neanche Giuda. Avete capito “onorevoli”? Loro aprono, punto.

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