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Il tribunale dà ragione ai lavoratori: non si può licenziare per mail e non si può chiudere così

Da quando il dibattito pubblico è stato monopolizzato dal Covid e l’Italia è stata gettata in una perenne emergenza sanitaria, le vere questioni importanti, come chi perde il lavoro via mail o le delocalizzazioni, non hanno più trovato grande spazio di discussione. E così è bene rilanciare una notizia che forse è sfuggita ai più: non si può chiudere una fabbrica senza discuterne con i lavoratori, né si può licenziare con una mail. Ora questo è un punto fermo sancito da un tribunale: i giudici fiorentini hanno infatti accolto il ricorso della Fiom Cgil, che chiedeva il blocco dei 422 licenziamenti della Gkn di Campi Bisenzio. (Continua a leggere dopo la foto)

Come racconta Gabriele De Stefani su La Stampa, “per i lavoratori è un punto pesante, anche simbolicamente, all’interno di una partita che però è ancora tutta da giocare: la fabbrica di semiassi per automobili per ora resta ferma e poche ore dopo la sentenza l’azienda controllata dall’inglese Melrose Industries ha fatto sapere che i programmi non cambiano e si andrà ugualmente alla chiusura. Nei piani della proprietà, insomma, non cambia il traguardo, ma solo il percorso”. (Continua a leggere dopo la foto)

La Fiom aveva denunciato l’azienda dopo l’arrivo delle lettere di licenziamento lo scorso 9 luglio, calpestando il lavoro e i lavoratori: “Il tribunale ha riconosciuto il comportamento antisindacale per aver «impedito al sindacato stesso di interloquire, come sarebbe stato suo diritto, nella delicata fase di formazione della decisione di procedere alla cessazione totale dell’attività di impresa». Gkn era tenuta a informare il sindacato che il quadro economico «stava conducendo i vertici aziendali ad interrogarsi sul futuro dell’azienda stessa»”. (Continua a leggere dopo la foto)

L’8 giugno, appena un mese prima del licenziamento collettivo, l’azienda aveva comunicato ai sindacati l’intenzione di tagliare solo 29 posti, senza fare riferimento all’ipotesi di dire addio allo stabilimento fiorentino, finita all’ordine del giorno del consiglio di amministrazione convocato pochi giorni dopo. Per questo il giudice ha condannato Gkn a «revocare la lettera di apertura della procedura», e a «porre in essere le procedure di consultazione e confronto» previste sia dal contratto nazionale, sia da un accordo aziendale del luglio 2020. L’azienda ha annunciato ricorso contro la sentenza. E il governo? Tace, e pensa solo al Covid. Il lavoro, per loro, mica è un’emergenza…

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