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Ex-Ilva, attività di bonifica nuovamente sospese

di Aldo Schiedi

Le attività di cantiere riguardanti le bonifiche nello stabilimento siderurgico di Taranto, sono state nuovamente sospese. Questa volta per due casi di positività al Covid.

“Tanto tuonò che piovve” è una frase tipicamente usata  per alludere al verificarsi di un evento atteso da molto tempo, ma in questo caso sono passati poco più di due mesi  e come già previsto nell’articolo di Punti di Vista press  del 17 Gennaio 2021, il Covid19 è entrato prepotente anche fra i lavoratori legati al riavvio delle attività di bonifiche nelle aree adiacenti allo stabilimento Mittal di Taranto, dove, è bene ricordare, sono impiegati a rotazione di tre mesi una quarantina dei circa 1600 lavoratori posti in Cigs in merito all’accordo del settembre 2018 ed in carico all’amministrazione straordinaria. Ricordiamo ai meno attenti che i lavori per queste bonifiche si svolgono all’esterno del perimetro dello stabilimento ex Ilva e sono iniziati nel Luglio 2020, quando la pandemia da Covid19 sembrava aver rallentato la sua diffusione, per poi essere temporaneamente sospesi “in merito ai recenti provvedimenti adottati dalle istituzioni”. Così scriveva in una sua missiva, il direttore delle Risorse Umane dell’Ilva in Amministrazione Straordinaria (in data 30 Ottobre 2020) ai lavoratori impiegati in quel momento nelle bonifiche o meglio quando la Puglia si apprestava ad entrare in zona gialla. 

Cantiere fermo per poco più di due mesi, quindi, ed i lavoratori coinvolti in tali attività furono nuovamente richiamati in data 22 Gennaio 2021 o meglio 5 giorni dopo l’entrata della Puglia in zona Arancione, cosi come disposto dall’ordinanza del Ministero della Salute, col prosieguo anche in zona rossa, iniziata il 15 marzo u.s. e, ci permettiamo di aggiungere, un po’ in contraddizione con il primo provvedimento intrapreso dalla gestione commissariale visto che in zona gialla i cantieri erano chiusi. Stamane, grazie al test Sars-Cov2  al quale pare vengano sottoposti tutti i lavoratori ogni due settimane, si è venuti a conoscenza della positività di due lavoratori con conseguente chiusura del cantiere e relativo isolamento fiduciario di 14 giorni come previsto in questi casi sia per i due positivi che per i restanti potenziali esposti al rischio infettivo. 

Inutile aggiungere che la stessa preoccupazione corre all’interno dello stabilimento ArcelorMittal di Taranto; sembra, infatti, che dall’aumento dei contagi in Puglia non  siano estranei anche gli operai del siderurgico di Taranto. Fatto strano è che, ad oggi, nessuno abbia voglia di fare piena luce sulla vicenda, magari a causa delle numerose e serie criticità in cui versa il siderurgico ionico.

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