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Il vero volto di Ursula Von der Leyen, la nuova Attila sbarcata a Bruxelles

C’era anche lei, Ursula Von der Leyen, quando nel 2011 partì l’assalto alla Grecia, una corsa sfrenata iniziata allo scoppiare della crisi del debito sovrano europeo e che vide tanti politici schierarsi per chiedere misure più dure contro un popolo che viveva terribili momenti di difficoltà. Una battaglia capitanata dall’ex ministro dell’Economia francese Christine Lagarde e che vide però anche la partecipazione attiva del neo eletto Presidente della Commissione europea.

La Von der Leyen non usò troppi giri di parole nell’indicare la strada da seguire in una situazione tanto delicata, invocando subito il pugno duro, anzi durissimo. In un’intervista rilasciata ai microfoni della radio ARD e riportata da Reuters, suggerì che eventuali prestiti alla Grecia avrebbero dovuto essere controbilanciati dalla garanzia sull’orlo greco e dalla cessione di aziende di stato.

Una linea talmente intransigente da spingere alla mediazione addirittura Angela Merkel a gettare un po’ d’acqua sul fuoco, intervenendo per calmare gli animi in un momento di forti tensioni a livello internazionale a causa di una crisi dalle ripercussioni ancora non chiare. La cancelliera e il presidente del Bundestag Wolfgang Schäuble scesero in campo anche per evitare che, messa alle strette, la Grecia potesse scegliere la strada più ripida, quella di un’uscita immediata dall’euro.

A conti fatti, forse una scelta che oggi i greci farebbero, col senno di poi, considerando come il saccheggio metodico messo in atto dall’Europa nei loro confronti a partire da quella crisi drammatica. E però un indizio non proprio da poco per capire la vera indole di Ursula Von der Leyen e del suo concetto, decisamente particolare, di “solidarietà tedesca”.

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