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Disegna una vignetta in cui scherza sull’obbligo vaccinale: fumettista licenziato in tronco

Pubblicato il 29/10/2021 13:12 - Aggiornato il 29/10/2021 13:17

Una dittatura sanitaria sempre più stringente, che condanna il libero pensiero e impedisce ogni diritto alla critica. Con i poliziotti in strada a manganellare manifestanti pacifici, armati soltanto di striscioni e voglia di urlare il loro “no” all’obbligo di Green pass. E i santoni-virologi, onnipresenti negli studi televisivi, pronti a bollare come “no vax” chiunque esprima dubbi sulla gestione dell’emergenza Covid da parte del governo Draghi. Allargando lo sguardo al di fuori dei nostri confini, purtroppo le cose non vanno particolarmente meglio.

Disegna una vignetta in cui scherza sull'obbligo vaccinale: fumettista licenziato in tronco

Ha fatto scalpore, infatti, la notizia diffusa in queste ore del licenziamento di uno dei fumettisti più famosi d’Australia, Michael Leunig, da tempo protagonista delle pagine del quotidiano The Age di Melbourne. Una posizione che l’artista è stato costretto a lasciare, cacciato via per aver realizzato una vignetta in cui ironizzava sulla dittatura dei vaccini. Decisamente troppo, in un mondo in cui nessuno ha più il diritto di muovere obiezioni, nemmeno se accompagnate da una sana dose di sarcasmo.

Democrazia e diritti sono ormai parole vuote, lontane. E così il povero Leunig si è trovato di colpo senza lavoro per un disegno in cui paragonava le proteste di Piazza Tienanmen ai vaccini anti-Covid che molti politici vorrebbero rendere obbligatori (in Italia lo hanno già fatto, indirettamente, con il vigliacco ricatto del Green pass). Nell’immagine si vedeva un uomo che fissa un carro armato, come durante le manifestazioni in Cina, con la canna del mezzo sostituita, però, da una siringa gigantesca. Apriti cielo.

Leuning, 76 anni e una lunghissima carriera alle spalle, ha raccontato al The Australian’s Media Diary di essere stato allontanato per aver realizzato la vignetta, che tra l’altro non è mai stata pubblicata sulla testata per cui lavorava. A rendere noto il disegno è stato lo stesso autore, che ha postato l’immagine sul proprio profilo Twitter denunciando l’accaduto.

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