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Una mazzata da 159 miliardi. Il settore manifatturiero crolla, ma il governo tace

Secondo gli analisti della Società di consulenza Prometeia, ben 159 miliardi di ricavi del settore manifatturiero si polverizzeranno nel corso del 2020. Stima nemmeno troppo pessimistica, perchè basata su ipotesi fiduciose che prevedono: rientro graduale dell’emergenza sanitaria entro maggio, stanziamento di sostegno pari almeno al 2,2% del Pil italiano, atteggiamento collaborativo del sistema bancario, manovre di sostegno sufficienti per le economie mondiali. Nel 2020 si potrà solo cercare di contenere i danni e praticamente lo stesso sarà per il 2021. Nel 2021 ci sarà solo un recupero minimo pari a +3,1% dei guadagni.

Servirà molto più tempo tornare ai consumi di una volta. Alessandra Lanza, la senior partner di Prometeia,  parla di “un nuovo approccio all’acquisto, diversa propensione a viaggiare, di una maggiore prudenza generale.” Per ora i mercati hanno subito l’arresto per evidenti motivazioni, ma quando le restrizioni di contenimento non ci saranno più e il paese ripartirà gradualmente nelle attività, non ci sarà un ritorno alle caratteristiche di mercato di prima. Saranno numerosi i cambiamenti e diverse le esigenze, le possibilità,  le priorità che si daranno, la propensione stessa a recuperare la fiducia.

L’ andamento della ripresa, spiega l’esperta, sarà descritto da una funzione a U, con la base ampia e non a V. Bisogna tenere in considerazione tutti gli aspetti, per essere consapevoli, realistici e pre-videnti. Per anticipare ed essere pronti ad attuare le giuste mosse. Con il passare delle settimane e il prolungamento del blocco la situazione grava sempre di più. L’esito negativo prodotto nel settore manifatturiero è immediatamente riscontrabile. Quello dell’auto e della meccanica sono i settori più penalizzati del contesto industriale. Servono aiuti da parte dello Stato e non nuovi debiti che comunque, presto o tardi, dovranno essere restituiti.

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