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“Attenti al capitalismo del disastro, così i fondi-predatori prendono nuovi asset a prezzo di saldo”

A che punto è questo capitalismo devastante che sta distruggendo gli Stati-nazione e l’economia di mezzo mondo, nonché la vita delle persone? Se lo è chiesto Giuliano Battiston, ponendo la stessa domanda a James K. Galbraith, docente all’Università di Texas ad Austin e autore di libri importanti sull’economia politica, che su L’Espresso ha dato un risposta sotto forma di analisi che va assolutamente ripresa, rilanciata e condivisa. Spiega Galbraith: “La pandemia sta sgretolando l’intero sistema economico. Un castello di carte che non va ricostruito con gli stessi materiali e secondo gli stessi progetti di prima. Perché l’alternativa – dice Galbraith in quest’intervista all’Espresso – è ùil capitalismo del disastro e la catastrofe sociale”.

Sui pacchetti miliardari di “stimoli”, da quello del Congresso Usa al Recovery Fund della Ue, Galbraith dice la sua: “Bisogna vedere come verranno spesi questi soldi. Il mio timore è che non si tratti di un vero cambiamento di mentalità, ma della replica di quanto fatto nel 2008, con l’obiettivo di salvare soprattutto le corporation e il settore finanziario. Il guaio è proprio questo. Il futuro, almeno prossimo, non assomiglierà affatto al passato. Ciò che la gente farà con i propri soldi sarà diverso dal passato. I posti di lavoro persi non torneranno di punto in bianco, così come i redditi andati perduti, che non verranno recuperati del tutto. Ci sarà una profonda depressione economica. E questo vale anche per l’Italia”.

Galbraith spiega poi il suo concetto di “capitalismo del disastro”: “Gli investitori privati predatori, che hanno fondi e capitali a disposizione, cercano di accaparrarsi nuove proprietà e quegli asset il cui valore si riduce per la pandemia; in ambito commerciale ci sono già sfratti e pignoramenti e potrebbero esserci svendite generali in futuro. I grandi proprietari immobiliari replicano la strategia del 2008-2009: trasformare i piccoli proprietari di case in affittuari e gli affittuari in senza-casa. La gente è stata in casa come richiesto ed è sempre più consapevole che non tutti i debiti vanno ripagati, che gli accordi possono essere rinegoziati. Vedo meno accettazione e più resistenza. Rimane il fatto che ci sono milioni di disoccupati e che milioni di posti di lavoro non torneranno più, salari e redditi sono spariti. Una catastrofe sociale”.

Galbraith invoca un ripensamento dell’intero sistema economico e sociale: “Occorre creare un nuovo sistema. Non c’è alternativa a un modello cooperativo, di sostegno reciproco, con uno Stato responsabile, capace di tenere a bada le spinte predatorie. Il settore pubblico e non profit va mobilitato per assicurare posti di lavori e reddito. Innanzitutto va affrontata la pandemia. Serve gente che studi e monitori la situazione, che si prenda cura dei malati, che tracci i contagi. La sanità pubblica per anni è stata negletta, smantellata: deve essere un bene universale. Servono milioni di posti di lavoro nei servizi cruciali, nelle forniture di cibo e prodotti essenziali. Poi c’è la necessità, legata ai cambiamenti climatici, di modificare tutta la struttura di produzione, trasformazione e consumo energetico. Se vogliamo evitare una catastrofe sociale vanno mobilitate ingenti risorse pubbliche”.

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