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Autopsia finita, i risultati: “Ecco come è stata trucidata Giulia”

Pubblicato il 01/12/2023 18:27

È morta dissanguinata, soffocata nel proprio sangue. Sono spaventosi i risultati finali dell’esame autoptico svolto sul corpo di Giulia Cecchettin: “Una delle ferite inferte con un coltello dal Filippo Turetta nella zona tra il viso e il collo della giovane avrebbe reciso bruscamente l’aorta, portando a un rapido dissanguamento”. I risultati dell’autopsia, condotta presso l’Uoc di Anatomia Patologica dell’Università di Padova sono stati riportati da La Presse e chiariscono che la causa del decesso sarebbe stata un’emorragia. Nelle stesse ore si sta svolgendo l’interrogatorio di Filippo Turetta da parte del Pm Andrea Vetroni, in corso da 5 ore: oggi il giovane ha acconsentito a rispondere alle domande. (Continua dopo la foto)

Tra gli esperti presenti in sede autoptica, oltre al medico legale Guido Viel, perito incaricato dalla procura, anche l’entomologo forense Stefano Vanin, il cui compito sarà quello di determinare il momento della morte in base alla presenza di larve di mosche e insetti, rinvenute nelle ferite del cadavere. Ciò che è emerso è che una delle coltellate è stata effettivamente letale e ha causato il decesso in un tempo relativamente breve. Quando il corpo della giovane è stato abbandonato nel luogo del ritrovamento era già senza vita. Ciò nonostante, sul corpo sono stati rinvenuti segni di violenza persistente, poiché le sono state inflitte 20 coltellate, molte profonde mentre era ancora viva e consapevole. (Continua dopo la foto)

La nonna di Giulia non trova pace per la morte della nipote. “Giulia era straordinaria: irradiava sempre un sorriso. Amava il disegno e i fumetti. Mostrava con entusiasmo le sue creazioni e raccontava della sua passione per questo corso. Era felice di laurearsi in Ingegneria biomedica.” Ma i ricordi non sono sufficienti a lenire il dolore: “Non è facile. Siamo immersi in una bolla di sofferenza.” Giulia, continua la nonna Carla, “era il nostro raggio di sole”. Ma non nutre odio verso Filippo, ammette di non sapere ancora come sentirsi nei suoi confronti: “Provare un sentimento di rabbia è inevitabile. Tuttavia, nutrire odio non giova a nessuno. L’odio ci corrode inutilmente.”