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La mafia si prende il nord: sempre più aziende venete sotto il controllo dei criminali

400 aziende collegate al mondo della criminalità organizzata, tutte scoperte tra il 2010 e il 2018, quando il fenomeno è iniziato improvvisamente a balzare agli occhi. Questi i dati rilevati sulla base di atti giudiziari dall’università di Padova, uno dei tanti campanelli d’allarme che arrivano dal Nord Est del Paese. Le piccole e medie imprese molto diffuse su quel territorio, infatti, sono un terreno di caccia naturale per la mafia, che cerca così di ripulire i propri soldi provenienti da attività illecite.

Serve un percorso che guidi gli imprenditori locali a una piena consapevolezza. Non a caso, Confindustria ha organizzato un convengo dal titolo piuttosto esplicativo: “La Piovra sul Nordest. Come le mafie stanno manipolando l’economia”. L’incontro andrà in scena a Vicenza e sarà seguito da un secondo appuntamento, a Padova, che vedrà l’università al fianco della Regione Veneto per fare il punto su “sviluppo economico e contrasto alla criminalità organizzata”. La dimostrazione di un problema concreto, sotto gli occhi di tutti.

Stando ai dati più recenti, nel 2019 sono stati condotti circa 90 accertamenti e sono stati segnalati quasi 20 milioni di profitti riconducibili alle sole attività illecite. Un’infiltrazione che spesso avviene in maniera subdola, senza violenza, con i mafiosi che si avvicinando alle aziende presentandosi come soggetti pronti a entrare nel capitale di un’azienda rilevandone una parte. Il partner perfetto, sulla carta, per chi si trova a far fronte a delle difficoltà.

La crisi economica è arrivata nel momento peggiore, favorendo di fatto questa contaminazione tra aziende e criminalità. La mafia in questi territori riesce anche a intrattenere rapporti con la politica e la società civile, sempre sotto il travestimento dell’imprenditore di turno. Le aziende connesse alle organizzazioni criminali nel Centro Nord sono circa 2 mila, stando alle ultime rilevazioni. Il 20% di queste si trova in Veneto.

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