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Caos sulle bollette della luce. Nessuno ci capisce nulla e il Ministero tace

Pubblicato il 07/10/2020 11:12 - Aggiornato il 07/10/2020 11:15

Questo è -purtroppo- uno tra gli esempi più eclatanti che dimostrano quanto l’incapacità del governo di gestire l’economia provochi dei gravi danni per imprenditori, piccoli professionisti e non solo… Stiamo parlando di 2,5 milioni di piccole imprese, ancora legate al mercato di tutela che fornisce energia elettrica -dove ricordiamo i prezzi sono definiti dall’Autorità per l’Energia- che dovranno abbandonarlo entro il primo gennaio del 2021 per entrare nel mercato libero, ma che non sono stati per nulla agevolati nella scelta del nuovo fornitore della luce.

Patuanelli dove sei quando c’è bisogno di regolare la transizione e proteggere i consumatori facendo chiarezza? Mentre “il ministro non si muove”, gli unici che nuotano felici nelle acque lasciate torbide dalla inazione del governo sono gli squali. 

Libero elenca quelli che -oramai da troppo tempo- dovrebbero essere i compitini già svolti dal ministro, ma che ahinoi, come potete immaginare compaiono ancora nella lista nera di cose da fare: “Cosa succede nel momento del passaggio obbligato ai clienti che non hanno sottoscritto nessuna offerta nel mercato libero? Da chi e con quali prezzi riceveranno l’elettricità? Quali saranno le aziende abilitate alla vedita, il cui elenco è previsto dalla legge?” Libero lo sottolinea, queste e molte altre sono le domande a cui “deve rispondere lui, varando una serie di decreti che clienti e imprese attendono da tempo”.

Carlo Calenda aveva promesso,: “Agiremo con grande delicatezza affinchè la liberalizzazione si traduca in un vantaggio per i consumatori e non in uno svantaggio di prezzo”. A chi non è capitato di ricevere ‘visite’ in cui degli operatori delle aziende fornitrici promuovevano, insistentemente, il passaggio dal mercato di tutela al mercato libero? E di sentirsi magari anche spinti a effettuare il passaggio subito perchè ‘i tempi stringono’, come se potessero rimanere senza corrente elettrica da un giorno all’altro? Le aziende fornitrici riescono a far leva proprio sul fatto che gli utenti medi non siano informati. Non è vero che il cambio di regime è imminente, per i clienti domestici non lo è affatto, è previsto entro il primo gennaio del 2022.

“Non abbiate fretta di effettuare il passagio dal mercato di tutela a quello libero”, consiglia Luigi Gabriele, della Lobby del consumatore. Il quale aggiunge inoltre: “Evitate attivazioni nel mercato libero tranne nel caso in cui siate espressamente consapevoli di ciò che state acquistando e i vantaggi risultino maggiori rispetto a quelli del mercato di tutela”. “La scelta andrebbe presa a tempo debito e in modo informato, perchè orientarsi nella giungla delle tariffe è complicato”. Tant’è che “L’Autorità per l’energia ha creato un apposito portale offerte”, riferisce Libero. 

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