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Recovery Fund, l’Ue trova la soluzione: sconti ai paesi del Nord e vincoli all’Italia

Entro una decina di giorni, il presidente del Consiglio europeo, Charles Michels, tradurrà il lavoro di confronto e consultazioni con i leader Ue, svolto nelle ultime due settimane, in una proposta di compromesso sul Recovery Fund. “Le consultazioni sono state molto costruttive”, spiega a Repubblica una fonte europea qualificata, “anche se non bisogna sottovalutare le grandi difficoltà ancora presenti, l’atmosfera di fondo è positiva e tutti i leader hanno mostrato la volontà di trovare un accordo prima dell’estate”. È dunque praticamente pronta la proposta del Consiglio europeo in vista del summit del 17 e 18 luglio sul Recovery Fund. Cosa ne sarà dell’Italia?

Von der Leyen aveva fatto credere di aver messo sul piatto 750 miliardi di cui 500 di aiuti a fondo perduto per i Paesi più colpiti dal Covid (Italia in testa) e 250 di prestiti. Ora l’Ue ragiona su una modifica dell’equilibrio tra le due voci. Ma questo si sapeva già dall’inizio. Quando Conte esultava per il risultato raggiunto, in molti (noi compresi) provavamo a far notare che si trattava solo, appunto, di un annuncio. E che era un annuncio fondato su fantamiliardi. Ora si procederà al ribasso. E si metteranno i vincoli. Tutto come da programma, insomma. Solo il nostro governo ci aveva creduto davvero.

I nordici intanto insistono su un taglio delle sovvenzioni e dell’importo totale da poter sventolare in patria per convincere i propri parlamenti nazionali ad approvare il Recovery Fund. Come spiega nel suo articolo Alberto D’Angelo, “per facilitare un accordo, la proposta di compromesso di Michel prevede di salvare i rebates, gli sconti dei quali godono i nordici ai versamenti al bilancio europeo 2021-2027, collegato al Recovery”. Cosa succede, dunque? Che i “nordici” continueranno a godere dei loro benefici, e noi a prenderci i vincoli di Bruxelles per ricevere una mancetta.

Sempre per venire incontro ai “frugali” – spiega ancora D’Angelo – l’ex premier belga proporrà di fissare il bilancio Ue 2021-2027 tra 1.094 e 1.050 miliardi. Un taglio significativo alle risorse per i normali programmi Ue rispetto a quanto chiesto dal Parlamento europeo proprio per facilitare un accordo sul Recovery Fund”. E infine veniamo all’altro grande tema: nel testo entrano le condizionalità. “Come chiesto dalla Germania, Michel proporrà di iniziare a rimborsare i fondi del Recovery prima del 2028 con nuove tasse Ue”. L’8 luglio si terrà un incontro tra von der Leyen, Michel, Sassoli e Merkel. Alla fine, dunque, a decidere sarà sempre la Germania.

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