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Recovery Fund in cambio di Mediobanca? Ecco il prezzo occulto da pagare alla Francia

Tutti i nodi vengono al pettine. Se l’Italia vuole i soldi del Recovery Fund, deve chiudere più di un occhio con i piani francesi di conquista della finanza italiana.

C’è un dettaglio, particolarmente importante in riferimento alle richieste sottese ai tavoli europei e che inciderà sulla nostra economia, di cui non si sta parlando abbastanza, ma che viene spiegato da Domenico Lombardi in un’intervista che compare sul sussidiario.net: “Oltre a una condizionalità formale palese, potrebbe essercene una occulta, concordata nell’ambito dei negoziati che hanno preceduto il Consiglio europeo, che ha dato il via libera al Recovery fund. Secondo quanto riportato da alcune notizie di stampa, sembra che l’appoggio francese al Recovery fund sia stato condizionato alla disponibilità italiana a cedere asset strategici a gruppi espressione o collegati all’economia transalpina”.

Una intuizione che prende ancora più validità e allo stesso tempo trova conferma in quanto sostenuto tempo fa dall’esperto di studi strategici e docente di Geopolitica economica all’Università Guglielmo Marconi, Carlo Pelanda. La finanza francese gioca una partita strategica che ha un suo senso: “conquistare la finanza italiana per ribilanciare i rapporti di forza con la Germania. Ma Macron è solo l’esecutore di un disegno tracciato da altri. I promotori della partita sono “un pool di banche che tira le fila del governo”. Ed è facile immaginare come mai la questione non sia trattata: “I grandi giornali francesi non approfondiscono il tema, perché sono posseduti da quelle banche”, spiega Pelanda.

Il caso Mediobanca-Generali rientra in questi piani ed “è solo l’ultima puntata. La pressione francese per comprare asset industriali e finanziari italiani va avanti da almeno 20 anni, è iniziata sul finire degli anni ’90”. Leonardo Del Vecchio, patron di Essilor-Luxottica, è infatti pronto a scalare fino al 20% di Mediobanca e ad aumentare la presa su Generali.

“Del Vecchio fa riferimento alla tutela dell’italianità di Generali, ma è anche sospettabile di relazioni con i francesi”. Come? Lo spiega il sito investireoggi.it. “Anzitutto, egli ha fuso la sua Luxottica con la francese Essilor, per cui la sua storica creatura degli occhiali è diventata a tutti gli effetti italo-francese. Secondariamente, ha rastrellato le azioni Mediobanca con l’ausilio della francese Natixis e adesso ne detiene il 10% attraverso la holding lussemburghese Delfin. Infine, la salita di Del Vecchio nel capitale è giunta contestualmente all’uscita di Unicredit, che pure sembrava intenzionata in una fase iniziale a consolidarne il controllo sotto il ceo francese Jean-Pierre Mustier”.

In Tutti questi giochi di potere ci sarà come sempre un solito sconfitto: l’Italia con i suoi italiani. L’Europa sta sempre più mortificando gli interessi nazionali a favore degli interessi dei grandi gruppi finanziari bancari.

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