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La Germania può, l’Italia no: Merkel vara piano da 150 miliardi

La Germania può. Noi no. Questa è la regola dell’Europa a trazione tedesca. Il bilancio supplementare 2020 della Merkel per finanziare, con extra spesa pubblica, le misure straordinarie per salvare l’economia dalla pandemia da coronavirus sarà da 150 miliardi di euro. Lo ha confermato ieri in un’intervista televisiva il ministro delle Finanze Olaf Scholz, anticipando la cifra che sarà messa sul tavolo della riunione del governo. I 150 miliardi di maggior spesa pubblica – come spiega Isabella Bufacchi su Il Sole 24 Ore – sono nuovo debito pari al 4,3% del Pil: un ammontare monstre quando paragonato al bilancio 2020 del governo federale tedesco previsto prima dello scoppio dell’epidemia a debito zero, con una spesa pubblica per 362 miliardi.

Ma sono “pochi” quando messi a confronto con il debito/Pil della Germania attorno al 60% “e con gli oltre 200 miliardi di titoli di stato tedeschi che la Bce acquisterà entro fine anno attraverso il nuovo programma d’emergenza per la pandemia PEPP, la dote straordinaria da aggiungersi al QE in corso, e il reinvestimento dei titoli che scadono entro fine anno. 11 governo di grande coalizione, che nel fine settimana metterà a punto la manovra straordinaria anti-coronavirus in previsione di un forte calo (temporaneo) del Pil, si sta orientando verso l’uso di due fondi speciali, finanziati con nuovo debito e un pacchetto di garanzie pubbliche a cinque anni, forse da 400 miliardi, da aggiungersi a quelle già in vigore e attivate attraverso la KfW, la Cdp tedesca”.

Viene da chiedersi a questo punto: e l’Italia che fa? Perché queste cifre, messe a confronto con le nostre, sono davvero da capogiro. In Germania, il primo nuovo fondo anti-coronavirus, da 50 miliardi, mira a sostenere Pmi e lavoratori autonomi: esattamente la cifra che servirebbe anche all’Italia. Anche la Merkel, dunque, si affida a una sorta di helicopter money: aiuti in contanti da 15.000 euro una tantum per le micro imprese con massimo 10 dipendenti e 9.000 euro per quelle con meno di 5 dipendenti. Un altro fondo, da 100 miliardi, servirebbe invece per le nazionalizzazioni “temporanee”, tra le quali risulterebbe Lufthansa.

Resta ancora da chiarire come il governo della Germania metterà la KfW nella condizione di erogare alle banche prestiti garantiti dallo Stato, e a detta del ministro dell’Economia Peter Altmaier “illimitati”, che le banche poi riverseranno alle imprese. Spiega Bufacchi: “La stampa tedesca ha ipotizzato 100 miliardi di prestiti dallo Stato alla KfW, ma anche questi aumenterebbero il debito pubblico. Se entro fine anno la Germania emetterà 150 miliardi di debito pubblico extra, per finanziare il bilancio aggiuntivo, potrà contare sulla Bce: il nuovo PEPP da 750 miliardi (per l’emergenza pandemica), la dote da 120 miliardi che si aggiunte ai 180 miliardi di acquisti già previsti nel QE2 entro fine anno e il reinvestimento dei titoli in scadenza porteranno la Bce, tramite la Bundesbank, ad acquistare entro fine anno sul mercato secondario ben più di 200 miliardi di titoli di Stato tedeschi, grazie alla chiave capitale del 26,4% calcolata sulle sole banche centrali dell’eurosistema”.

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