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Virologi, rissa continua. Burioni attacca il protocollo per le cure domiciliari del Piemonte

Chi la vuole cotta, chi cruda. Chi dice che sia bianca, chi nera! Peccato che di mezzo ci vadano a finire i comuni mortali, che, bombardati da continue informazioni da parte di persone che ricoprono certe posizioni, non sanno più che pesci prendere e che cosa aspettarsi. 

Roberto Burioni, virologo diventato noto dall’inizio della pandemia per la sua inarrestabile partecipazione a programmi televisivi, sferra l’ennesimo attacco sul suo canale social: “Piemontesi, sappiate che studi sterminati hanno stabilito non solo che per Covid 19 l’idrossiclorichina è inutile, ma che è anche pericolosa. Se qualche ‘medico’ ve la prescrive, buttatela nel cesso e cambiate medico velocemente”.

In questo suo intervento, dai toni poco professionali e molto discutibili, il virologo attacca il protocollo per le cure domiciliari di pazienti Covid della regione Piemonte. Protocollo che è stato aggiornato con l’inserimento dell’idrossiclorochina, sostanza appunto che viene definita da lui come “pericolosa”.

“Una sentenza del Consiglio di Stato ha consentito la prescrizione della idrossiclorichina sotto precisa responsabilità e dietro stretto controllo del medico”, si legge tra le righe della Stampa.

Al di là del fatto che il farmaco in questione è stato messo in discussione sia dall’Aifa che dall’Oms e che l’Ordine dei Medici di Torino ha dato parere negativo al suo impiego, è doveroso comunque sottolineare come la musica non sia ancora cambiata!

E menomale che il presidente del Consiglio si era insediato facendo sua la battaglia al protagonismo. Ma come? Draghi non diceva che doveva essere adottata una linea dura e avvertiva i virologi di parlare di meno?

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