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“Un effetto avverso ogni 5.000 dosi”. L’ammissione è clamorosa e istituzionale. Ma in Italia l’Aifa di fatto non controlla più

Pubblicato il 21/07/2022 10:29

Adesso a dirlo non sono più soltanto quelli che per lungo tempo, esaminando i dati e facendo controinformazione, venivano tacciati come no vax o complottisti. Il ministero della Salute tedesco, infatti, squarcia il velo sugli effetti avversi dei vaccini anti-Covid e su Twitter ammette: “Un caso grave ogni 5.000 dosi”. E pubblica anche un link invitando tutti i cittadini a denunciare i problemi compilando un apposito modulo online. Questo fa un Paese avanzato. Da noi, invece, ostaggi di Speranza che finalmente va a casa insieme a tutto il governo dopo due anni di follie, sarebbe fantascienza. Chiedere verità e trasparenza in Italia non è ammesso. Spiega La Verità: “Il cambio di rotta arriva dopo che molti giornali, fra cui la Bild, avevano iniziato a raccontare le storie delle vittime. In Italia invece l’Aifa ha un atteggiamento molto diverso. Il bollettino che dovrebbe raccogliere gli effetti collaterali da mensile è diventato trimestrale. E in ogni caso sul sito è tutto fermo al 26 marzo. Non solo: da noi per i privati è molto difficile fare segnalazioni. Bisogna quasi sempre passare da operatori sanitari che spesso fanno ostruzionismo”. (Continua a leggere dopo la foto)

“Una persona ogni 5.000 dosi è vittima di un grave effetto collaterale dopo essersi vaccinata contro il Covid”. È dunque il ministero della Salute tedesco a scriverlo, un’ammissione istituzionale che, si spera, spianerà la strada a un barlume di verità. Pian piano le altre nazioni, Italia esclusa, iniziano a strappare il velo di omertà che caratterizza il grande tema tabù che riguarda tutto quello che post inoculazione è andato storto. Da settimane sui quotidiani tedeschi si iniziavano a leggere titoli come: “Devastato nel corpo e nell’anima. Aumentano le denunce per effetti avversi dei vaccini Covid. Le vittime chiedono solo una cosa: sapere cosa stia loro accadendo”. Esattamente le stesse storie che noi stiamo raccontando fin dalla prima ora in Italia, dando voce a chi veniva tacciato di essere pazzo, ansioso o complottista. (Continua a leggere dopo la foto)

La Bild, uno dei principali quotidiani tedeschi con una tiratura da 5 milioni di copie, diffuso in tutta Europa, ha messo in copertina una siringa con tanto di titolone: “Malati dopo il vaccino” riferendosi proprio a quello contro il Covid. Si legge ancora su La Verità: “Ebbene dopo un così dirompente aumento dell’attenzione su questo tema, il ministero della Salute tedesco ha deciso ora di affrontare la questione di petto, intervenendo direttamente, ammettendo che il problema degli affetti avversi esiste, è reale e soprattutto è più diffuso di quanto si creda. Ma la Germania non ha solo preso coscienza del problema, ha fatto un passo in più. Ha deciso di andare a fondo, indagare, sollecitare i vaccinati. Accanto alla cifra impressionante di una persona ogni 5.000 dosi affetta da una grave reazione avversa, il vertice della sanità ha richiamato tutta la popolazione a segnalare, allegando persino il link che porta direttamente alla pagina dove poter compilare il prospetto con tutti i dati”. (Continua a leggere dopo la foto)

La domanda quindi viene spontanea: e in Italia? “Inutile dire che il confronto con il Belpaese è impietoso. Basta andare sul sito dell’Aifa, che si occupa della raccolta e dell’elaborazione dei dati della farmacovigilanza, per rendersene conto. Tutto è fermo al 26 marzo scorso, in pratica gli ultimi dati risalgono a quasi quattro mesi fa. Ma non solo. I report contenenti le segnalazioni dovevano essere pubblicati inizialmente a cadenza mensile, poi, non si sa perché, hanno deciso di pubblicarli ogni tre mesi, peccato però che neanche questa scadenza venga rispettata”. Chiediamo verità e trasparenza sui vaccini, e ci auguriamo che con la caduta di Speranza si possa davvero arrivare alla verità.

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