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Ristorante No vax, in Svizzera arrestano i titolari e mettono blocchi di cemento all’ingresso

Guardiamo bene cosa è successo in Svizzera per capire cosa accadrà da qui a breve anche da noi. Un ristorante si è rifiutato di sottostare alle norme anti Covid, in tutta risposta la polizia ha arrestato i tre titolari dell’esercizio e ha addirittura piazzato dei blocchi di cemento davanti all’ingresso del locale. Le foto e la notizia hanno subito fatto il giro del mondo creando l’ennesima bufera. Quale altro segno si dovrà passare ancora? Il tutto mentre anche in Italia ora si parla di nuove strette per chi decide di non vaccinarsi. (Continua a leggere dopo la foto)

La misura folle e decisamente drastica applicata in Svizzera è stata condannata severamente sui social. E – come riporta il Corriere – anche la magistratura svizzera ha ritenuto piuttosto sopra le righe le manette e le barriere di cemento: tanto da aver annullato entrambi i provvedimenti, pur riconoscendo che i titolari del ristorante hanno avuto un atteggiamento – per così dire – disinvolto nei confronti della legge”. (Continua a leggere dopo la foto)

Il tutto è successo a Zermatt, popolare stazione sciistica e vacanziera ai piedi del versante elvetico del Cervino. I titolari del ristorante in questione, il “Walliserkanne” di Zermatt, dichiarano chiaro e tondo che loro di “chiedere il green pass alla clientela non ci pensano proprio. “Così, dopo qualche richiamo, intervengono prima ordinando la chiusura della Walliserkanne; poi, siccome i titolari si facevano beffe dello stop, organizzando aperitivi sulla soglia del locale, portando in carcere i titolari (marito, moglie e figlio)”. Di più… (Continua a leggere dopo la foto)

Davanti all’ingresso del locale sono stati piazzati cubi di cemento per impedire che a qualcuno venisse di nuovo in mente di aggirare la legge. I giudici, però, hanno ritenuto “non giustificata” la carcerazione rimettendo in libertà i tre indagati e ordinando la rimozione delle barriere davanti al ristorante.

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