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Super Green pass, unici in Europa: l’allarmante differenza tra l’Italia e gli altri

Unici in Europa. A guardare le differenze tra l’Italia e gli altri Stati c’è da mettersi le mani nei capelli. E da scendere subito in piazza per protestare contro l’estensione folle e ingiustificata del green pass obbligatorio anche ai lavoratori del settore privato e del pubblico impiego a partire dal 15 ottobre. Un’indagine condotta dal Sole 24 Ore, con la collaborazione degli studi legali Baker McKenzie e Littler Italia, rivela le linee adottate invece negli altri Stati. Il Super Green pass come ce l’ha l’Italia non ce l’ha nessuno. E il bello è che i numeri e i dati sui contagi, i ricoveri e i decessi sono in costante discesa, quindi su che basi il governo si è permesso di dare questa ulteriore stretta? La tabella esplicativa che alleghiamo qui sotto dice tutto. Vediamo cosa succede negli altri Stati d’Europa. (Continua a leggere dopo la foto)

“L’obbligo alla vaccinazione anti-Covid per tutti i cittadini – spiega l’avvocato Carlo Majer, di Littler – esiste solo in quattro Paesi: Indonesia, Turkmenistan, Micronesia e Tagikistan. Nel resto del mondo questo obbligo ancora non c’è. Ci sono Paesi, poi, che non lo prevedono neanche per alcuni settori sensibili”. In Olanda, Belgio e Regno Unito la richiesta del Green pass in ambito lavorativo o l’acquisizione di informazioni sulla salute del lavoratore non sono previste, o sono limitate a particolari motivi di sicurezza (ad esempio per contagi in azienda). In Austria chi lavora a contatto con il pubblico, può addirittura scegliere se esibire la prova dell’avvenuta vaccinazione, o un tampone negativo o usare semplicemente la mascherina. (Continua a leggere dopo la foto)

“Salvo alcune eccezioni – fa notare Massimiliano Biolchini, responsabile dell’area giuslavoristica per l’Italia di Baker McKenzie – il luogo di lavoro è ancora “sacro” nella maggior parte dei Paesi europei. È un luogo dove la previsione di obblighi vaccinali o di green pass va a impattare sui diritti individuali e sulle relazioni sindacali. In Italia, ad esempio, l’estensione del green pass alle aziende private pone problemi più consistenti che nel settore pubblico, coinvolgendo anche la responsabilità del datore di lavoro, ed estendendosi a tutta la popolazione produttiva italiana”. (Continua a leggere dopo la foto)

Come riporta anche Timgate, “in Francia il pass è obbligatorio in: bar e ristoranti (anche all’aperto), aerei; treni e bus a lunga percorrenza; fiere e convegni; strutture sanitarie; cinema e musei; grandi centri commerciali. In Germania, invece, le regole sul green pass cambiano a seconda delle regioni (Länder). Nella maggior parte della Germania, il pass serve per entrare nei locali pubblici e privati (come bar, ristoranti, discoteche) ma non è obbligatorio nei luoghi di lavoro. Gli unici lavoratori per cui il pass è obbligatorio sono quelli del settore sanità. In Spagna non c’è obbligo di Green pass, nemmeno per entrare in bar e ristoranti. L’obbligo è caduto dopo le sentenze dei tribunali regionali”.

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