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Sostegni ter, il decreto antifrode che affonda le persone oneste

Pubblicato il 07/02/2022 20:00 - Aggiornato il 07/12/2022 18:13

Di seguito riportiamo la lettera che è stata inviata alla nostra redazione da Class Action Nazionale del l’edilizia, un gruppo costituitosi per difendere i diritti calpestati dall’arrivo del decreto Sostegni e per ribellarsi all’ennesima buffonata del governo.

“Questa è la storia di centinaia di aziende di tutta Italia che prima del 12 novembre gioivano nella speranza di poter tornare a lavorare. Dopo mesi e mesi di stallo.

Pieni di dubbi ed incertezze abbietto e  studiato il funzionamento dei nuovi bonus e  grazie ad essi  chiuso milioni di  contratti.  Sono ditte che hanno atteso da novembre in poi, in assoluto silenzio! Educatamente. 

Ma poi ecco una risposta, la risposta! Il decreto antifrodi! “Frodi?” Si son chiesti. Ma quali frodi?

Così questi Onesti imprenditori si rendono conto che ci sono persone che veramente  l’hanno frodato lo Stato e quasi si pentono per non averci minimamente pensato! Lo Stato a questo punto è stato costretto a prendere  provvedimenti.

Provvedimenti che non tardano ad arrivare e mentre centinaia di ditte aspettano la monetizzazione di crediti ceduti a novembre, arriva il decreto sostegni ter, che con un articolo scritto in fondo quasi fosse il meno importante ex 26 nuovo 28, blocca le seconde cessioni del credito… 

Imprenditori, ingegneri, geometri, fornitori, operai e intere famiglie cominciano a confrontarsi e cominciano a capire che è necessaria l’unione e la solidarietà.

Nasce così un gruppo, un’ Italia unita per un unico scopo. Bloccare la firma del decreto.  Il momento però non è quello giusto perché l’elezione del presidente della Repubblica fa più notizia! 

Facciamo ciò che possiamo. Così ci ritroviamo a Roma da tutta Italia e con garbo ed educazione chiediamo di essere ascoltati. Raggiunto un traguardo però c’è  sempre un altro ostacolo dietro l’angolo, infatti la notte stessa della manifestazione il decreto va in Gazzetta ufficiale. La rabbia sale e la voglia di giustizia è tanta, ma il gruppo cresce e non si fermerà!

Per tutte quelle persone oneste che rischiano il loro pane ma anche quello dei loro dipendenti; per chi lo stato lo ha sempre pagato e non frodato: abbiamo tutti una grande opportunità! Martedì 8 febbraio unitevi al gruppo Class Action Nazionale del l’edilizia.

Perché il nostro cantiere è anche il tuo.”