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‘Segregati in casa e attività sospese’, questa non è vita! La lettera che denuncia

“Noi stiamo morendo adagio adagio e in solitudine, messi all’angolino e dimenticati”. Tanta tenerezza e tanto sconforto, che fanno pensare che come sempre le fasce meno tutelate siano quelle dei più fragili. Prima i ragazzi con la scuola, a cui in Italia non si dà mai abbastanza importanza, adesso anche gli anziani con la testimonianza di Maria Luisa, che racconta di quanta libertà sia stata tolta alle loro vite, la libertà di vivere potendo svolgere delle semplici, ma importanti, attività: “Non riesco più a parlare come prima, non sono mai allegra, ho sempre il magone”.

Nella casa di riposo sono state sospese tutte le attività ed è stata negata anche la possibilità di uscire dalla struttura: “siamo segregati in casa e non possiamo vedere i nostri cari per più di un quarto d’ora alla settimana”.

La signora di 86 anni, ospite di una casa di riposo, ha deciso di prendere in mano la situazione e di lanciare un appello, denunciando quanto lei e chi come lei sta vivendo in questi edifici di cura, per provare a ottenere un minimo di attenzione e a farsi dare delle risposte. “Io vorrei solo sapere perchè si è trovata la possibilità di far giocare a calcio, di far giocare a carte, di poter andare a ballare, si trova rimedio a tutto: si trova rimedio nel fare le trasmissioni in televisione e non si trova il modo di riportare alla vita anche noi che siamo chiusi qua. Noi non ce la facciamo più”, scrive la signora nella lettera inviata all’Eco di Bergamo.

Alle persone ospiti della casa di cura, racconta Maria Luisa, è stato tolto molto, in realtà quasi tutto: “Ci sentiamo veramente chiusi. Io vedo i miei compagni che sono nelle carrozzine e non si possono muovere. È da marzo che non vedono un pezzettino di giardino: sono chiusi in reparto e stanno lì. Gli è stata tolta anche la gioia di fare una partita a tombola perchè le attività sono tutte sospese nelle case di riposo. Ma perchè? Per quale motivo? La partita a tombola dava la possibilità a queste persone di rallegrarsi perchè vincevano la collanina, il braccialettino ed erano felici per tutta la giornata”.

“Io sento i medici che non bisogna preoccuparsi, che biogna mantenere le distanze, mettersi le mascherine, che bisogna lavarsi le mani spesso e che si può tornare tranquillamente alla vita in questo modo”. Perchè per i signori e le signore della casa di riposo, la vita, seppur con le giuste precauzioni, non ha ripreso? Chiunque merita di poter riprendere le attività, anche le persone più esposte. L’importante è adottare le giuste precauzioni. Questa non è vita.

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