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A quale ministero starebbe puntando Salvini per entrare nel governo europeista di Draghi

È vero, in queste ore ogni giornale dà un retroscena diverso, e il totoministri si fa sempre più complicato. Ma c’è una voce in particolare che si fa sempre più insistente e ce trova più di una conferma. Pare che il leader della Lega, Matteo Salvini, abbia scelto quale ministero chiedere per sé a Draghi. Il nuovo governo prende sempre di più forma: sarà un esecutivo di larghe intese, tutti dentro tranne Fratelli d’Italia, e sarà di stampo tecnico-politico. L’ex presidente della Bce già nella giornata di venerdì potrebbe sciogliere la riserva , salire al Colle e dire il suo sì definitivo a Mattarella. Da lì in poi scatterebbe la fase della formazione del consiglio dei ministri. Per ora – si legge su Repubblica – gli unici sicuri del posto sono: Daniele Franco per l’Economia e Marta Cartabia per la Giustizia. Il resto è tutto da vedere con molta attenzione. (Continua a leggere dopo la foto)

Per ogni casella che si assegna, c’è da valutare la conseguenza. Come un domino. Il Movimento 5 Stelle vorrebbe confermare Luigi Di Maio agli Esteri, ma se così fosse, allora dovrà mandare giù un rospo non di poco conto: già, perché Matteo Salvini continua a sostenere che se entra il grillino, allora lui pretenderà di fare lo stesso. E qui veniamo alla richiesta. Salvini a quel punto vorrebbe l’Agricoltura. Nel Carroccio, in realtà, svetta in queste ore Giancarlo Giorgetti, che è in rapporti stretti con Draghi e che potrebbe rivestire il ruolo di responsabile dello Sviluppo economico o delle Infrastrutture. (Continua a leggere dopo la foto)

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Circola pure l’ipotesi di Erika Stefani, che punterebbe agli Affari regionali. Stando sempre al retroscena di Repubblica, anche Nicola Zingaretti “è seriamente tentato di chiedere l’ingresso in squadra, consapevole però che la scelta non è del tutto nelle sue mani. Peggio: se dovesse decidere di diventare ministro, aiuterebbe paradossalmente la battaglia di Salvini per guidare un dicastero. Impossibile o quasi sostenere questo scenario, per il Pd, che è già alle prese con i suoi problemi interni”. (Continua a leggere dopo la foto)

In pole, ci sono innanzitutto i capi corrente: Andrea Orlando, Dario Franceschini e Lorenzo Guerini. Se poi al Nazareno venisse sfilato il ministero dell’Economia, come sembra probabile (si è detto di Franco in apertura), allora potrebbe partire la richiesta del ministero dello Sviluppo economico o dell’Interno. Anche i centristi provano a ottenere uno spazio, con Carlo Calenda o Benedetto Della Vedova. E il puzzle prende forma…

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