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Ristoranti aperti fino alle 22, il Trentino Alto Adige posticipa le chiusure

Mentre tutta Italia scende in piazza per manifestare contro il Dpcm, che impone la chiusura di ristoranti, bar, pub e gelateria alle ore 18, accade che nelle Regioni e province a statuto speciale, sono state riviste le misure Anti-Covid imposte dal governo. In Trentino Alto Adige, ad esempio, l’orario di chiusura delle attività è previsto alle 22. 

Grazie all’autonomia delle province di Trento e di Bolzano gli previsti orari previsti sono diversi da quelli dell’ultimo Dpcm. “Ha cominciato la provincia autonoma di Bolzano, che ha deciso la chiusura dei ristoranti alle 22, contro le 18 del governo”, riferisce la Repubblica. A seguire Trento, dove il presidente della provincia, Maurizio Fugatti, ha firmato un’ordinanza uguale. Anche in Sardegna il consigliere regionale dei progressisti, ha proposto per l’isola il “modello Alto Adige”, in nome appunto dello status di regione autonoma. 

Il governatore altoatesino, Arno Kompatscher, ha dichiarato: “Dobbiamo intervenire subito con misure più incisive per fermare la catena dei contagi e ridurre la pressione su ospedali e strutture sanitarie, cercando comunque di salvaguardare il più possibile scuole e attività economiche”. Il coprifuoco previsto per la provincia di Bolzano è dalle 23 fino alle 5 del mattino e la didattica a distanza  sarà al 50% nelle scuole superiori. “Dalle 18 cibi e bevande potranno essere serviti solo ai tavoli (massimo 4 persone per tavolo) e ci sarà il divieto di consumazione in piedi anche all’aperto”. Kompatscher ha spiegato: “Reperiamo gran parte del nuovo Dpcm nazionale con alcuni adattamenti alla realtà locale in virtù dei margini di manovra che ci sono concessi dalla nostra autonomia e dalla legge provinciale sulla fase 2 dello scorso maggio”.

 Il presidente Maurizio Fugatti, che ha firmato l’ordinanza che riprende le stesse misure dell’Alto Adige, a parte l’attività nelle scuole superiori, che resterà in presenza. “Analizzando il Dpcm ritieniamo possano esserci margini per consentire di tenere aperti ristoranti fino alle 22 ed i bar fino alle 20 anziché le 18 previste dal decreto nazionale. Abbiamo posto particolare attenzione ai protocolli sanitari e non c’è ragione di non ritenerli efficaci a cena, se per il pranzo vanno bene”. 

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