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Caccia alle streghe, ora il rogo del main stream tocca a Caracciolo: l’attacco di Riotta

Pubblicato il 11/04/2022 08:38

Giustamente La Verità parla di “caccia alle streghe” per raccontare della polemica tra Gianni Riotta e Lucio Caracciolo, direttore del mensile Limes e uno dei massimi esperti di geopolitica in Italia. Tutto nasce da un tweet di Riotta in cui scrive: “Lucio Caracciolo di Limes diventa ora per Travaglio e il Fatto-Tass portabandiera dei #Putinversteher con il perenne bla bla su peccato originale Occidente. Peccato davvero, ma la deriva era visibile da anni ormai”. Dunque anche Lucio Caracciolo ora finisce tra i “cattivi” per il main stream. È nella lista delle streghe. E così si spiega l’ondata di fango che anche lui è costretto a subire da qualche giorno. Del resto il sistema è chiaro, e lo avevamo già sperimentato con il Covid, chi non si allinea e osa soltanto porre un dubbio, viene travolto. Ma perché Riotta attacca Limes? (Continua a leggere dopo la foto)

Nelle scorse settimane Caracciolo ha specificato che “le sanzioni non hanno mai funzionato, non ricordo un conflitto di rilievo interrotto grazie alle sanzioni”. Ma nel mirino anche alcuni volumi dello scorso anno in cui Limes escludeva la possibilità di invasione russa in Ucraina e ridimensionava parte della retorica occidentale anti russa. Le reazioni non mancano. “Ma come fa Riotta a etichettare come ‘sussurratore putiniano’ un galantuomo come Caracciolo? Stiamo arrivando alla barbarie intellettuale”, è stato ad esempio il commento di Luca Telese. (Continua a leggere dopo la foto)

La Verità è particolarmente dura, parlando di “guerrafondai da divano” e definisce a confronto la caccia alle streghe “una scampagnata di alcune vecchie amiche”. Il Fatto Quotidiano ci va pesante: “Quasi cinquant’anni di giornalismo e trenta da direttore di Limes, riconosciuta come una delle più autorevoli testate italiane sulla politica estera: una tal gavetta per poi ritrovarsi, senza bene capire come, nella lista di proscrizione dei putiniani curata e aggiornata da Gianni Riotta. È amaro il destino di Lucio Caracciolo”. E sempre il Fatto titola: “L’ultima fatwa di Riotta: pure Lucio Caracciolo è un putiniano”. (Continua a leggere dopo la foto)

Nella stessa domenica 10 aprile, però, interviene su Twitter anche Ezio Mauro, successore per vent’anni di Scalfari alla direzione di Repubblica: “Lucio Caracciolo è l’esempio migliore di giornalismo competente e libero”. Sullo sfondo, ma non troppo, del rodimento di Riotta e di parte del gruppo Gedi c’è probabilmente lo straordinario successo del numero di febbraio di Limes, “La Russia cambia il mondo”, che ha già venduto 120mila copie, e non si ferma.

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