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“Pronti a chiedere i danni”: il mondo della disabilità contro il super green pass

Pubblicato il 30/11/2021 19:26

Il Super green pass trova di fronte a sé un’altra opposizione, questa volta quella del Movimento Genitori Lombardia, che riunisce oltre 400 nuclei familiari nella Regione con figli disabili . I ragazzi sono per la prevalenza autistici, con gravi intolleranze alimentari e malattie croniche rare. E dicono un secco ‘no’ agli obblighi previsti per il personale ATA e docenti. In questo personale sono infatti inclusi gli insegnanti di sostegno: le ulteriori restrizioni rischiano di lasciare sena assistenza gli alunni disabili. E ciò accadrebbe nonostante la formazione di insegnanti di sostegno ed educatori sia spesso a carico delle famiglie dei ragazzi disabili, almeno nell’ambito dei disturbi dello spettro autistico e con grosso deficit nella comunicazione, con costi altissimi, trattandosi di formazione specializzata ABA e CAA di primo livello.


“E’ un rischio che non possiamo correre – dichiara la Direzione del Movimento Genitori Lombardia, associazione senza scopo di lucro con sede a Robbiate (Lecco) e operante su tutto il territorio lombardo, – perché l’inclusione e la socializzazione dei nostri figli sono frutto di un lavoro quotidiano e faticoso che necessita di continuità, specie nel caso di disabilità intellettiva; è un impegno portato avanti senza il necessario supporto pubblico non solo da scuole e insegnanti e famiglie, ma anche da medici, sanitari e dalle stesse associazioni. Nel caso di disabilità intellettiva, per esempio in forme di autismo grave, specifichiamo che il rapporto 1:1 tra l’insegnante di sostegno e i ragazzi interessati, non si basa solo su preparazione tecnica, ma anche su un forte e coltivato rapporto di empatia e compatibilità che non si instaura facilmente e con tutte le persone, pur capaci che siano e che quindi va assolutamente protetto”. Fino a pochi giorni fa, in Lombardia mancavano ancora 800 docenti tra posti comune e di sostegno.


“Ancora oggi le nostre associazioni – ammonisce la Direzione – sono costrette a istituire a proprie spese i corsi di formazione specifica sulle diverse disabilità per gli insegnanti di sostegno e gli educatori perché la preparazione che dà il Ministero non è adeguata e sufficiente nè a livello tecnico nè a livello di comunicazione. Senza contare che la scuola italiana soffre strutturalmente di mancanza di personale adeguato alle varie patologie, mancanza di risorse, generale precarietà. Le famiglie quindi si accollano l’impegno di colmare queste lacune pur di poter usufruire per i propri figli dei diritti previsti dalla legge, investendo tempo e finanze. Basta pensare a quanti ragazzi diversamente abili o con difficoltà di apprendimento sono senza insegnante di sostegno nelle classi cosiddette ‘pollaio'”. Non solo: tra le conseguenze gravi per la logistica che le famiglie sono comprese quelle connesse alla figura del caregiver. Qualora non vaccinati, non avrebbero accesso ai servizi di prima necessità come ad esempio i Centri di recupero o gli ospedali. Non potrebbero nemmeno utilizzare i mezzi pubblici. Stessa problematica, questa, che va ad abbattersi su tutti gli studenti in età da vaccino, che sarebbero esclusi da questo servizio.


Prima che il testo definitivo del decreto super green pass venga ufficializzato con la pubblicazione in Gazzetta, il Movimento Genitori Lombardia chiede quindi al Governo di desistere dall’imporre globalmente il super Green Pass al mondo della scuola e degli studenti, e lancia un appello a tutte le istituzioni coinvolte: Ministero Istruzione – MIUR, Ministero disabilità, Ministero sanità, Regione Lombardia (Presidenza, Ufficio Scolastico Regionale, Assessorato alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari Opportunità, Assessorato al Welfare, Presidenza della Commissione Sanità) e al Provveditorato Scolastico Regionale, perché sostengano le ragioni dei giovani disabili. “In alternativa, in caso di variazione del personale che ha in carico i figli o parenti disabili, verranno chiesti rimborsi economici allo Stato per la grande spesa di formazione effettuata nel corso degli anni dalle famiglie, comprendendo i danni, materiali e immateriali provocati dal nuovo e pesante cambiamento e dalla perdita della persona di riferimento e relativo tempo di formazione specifica”.