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“Presidenzialismo: approccio superficiale di Fratelli d’Italia”. Il costituzionalista Trabucco spiega perchè

Pubblicato il 29/09/2022 14:11 - Aggiornato il 29/09/2022 14:12

SUL PRESIDENZIALISMO: APPROCCIO SUPERFICIALE DI FRATELLI D’ITALIA

All’indomani delle elezioni politiche del 25 settembre 2022, il partito di maggioranza relativa (Fratelli d’Italia) ha illustrato uno dei punti del proprio programma politico, ossia la modifica della forma di Governo parlamentare “a debole razionalizzazione” in senso presidenziale. Una proposta sulla quale si nota un approccio molto superficiale. In primo luogo, è doveroso ricordare che non esiste un modello astratto di presidenzialismo, ma specifiche e concrete esperienze costituzionali: quella americana, brasiliana, ghanese etc. (si veda, sul punto, la insuperata lezione del prof. Paolo Biscaretti di Ruffia (1912-1996)).

In secondo luogo, sia alla Camera dei Deputati, sia al Senato della Repubblica, la maggioranza parlamentare di centro-destra non ha i numeri per un’approvazione, nella seconda deliberazione, mediante la maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera per evitare il possibile referendum confermativo/oppositivo (art. 138 Cost.). Potrebbe essere certamente un’occasione per coinvolgere il corpo elettorale con la consapevolezza, peró, di dover fronteggiare l’ostilità delle sinistre urlatrici del ritorno del fascismo (ovviamente nella loro mente) e dello “scardinamento” della Costituzione repubblicana.

In terzo ed ultimo luogo, si cade nel solito errore, a riprova dell’assenza di una cultura filosofica nel centro-destra quale “faro” per qualunque azione politica e giuridica, per cui la priorità è la revisione costituzionale (sistemi presidenziali esistono in democrazie di grande tradizione senza pericoli per il nostro Paese) e non il superamento dell’ideologia neopositivista sottesa al Testo fondamentale vigente del 1948 e successive modificazioni.

Daniele Trabucco

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