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Ponte Morandi, processo scandalo: la cifra del pattegiamento urla vendetta

Pubblicato il 16/03/2022 14:59

L’ennesimo schiaffo in faccia ai parenti delle vittime del Ponte Morandi di Genova è arrivato sotto forma di un patteggiamento da circa 30 milioni di euro, attraverso il quale Autostrade per l’Italia (Aspi) si avvia a chiudere la partita penale che la vede imputata per il crollo della struttura avvenuto il 14 agosto 2018, quando persero la vita 43 persone. Una richiesta che ha già ottenuto il consenso della Procura di Genova.

Come raccontato dal Corriere della Sera, infatti, è ora atteso il via libera del giudice per l’udienza preliminare, che sembra orientato a sua volta per il sì. In questo modo, Aspi potrà uscire dal processo ed evitare sanzioni pesanti, quali il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, confermando implicitamente l’impianto accusatorio. I pm, invece, incasseranno il massimo della pena pecunaria. La stessa richiesta e lo stesso parere favorevole sono arrivati anche per Spea, divisione del gruppo Atlantia un tempo delegata ai monitoraggi delle infrastrutture a sua volta imputata nel procedimento.

“Da parte delle società registriamo questa accettazione della nostra impostazione — è stato il commento del procuratore di Genova facente funzioni Francesco Pinto, che ha ripreso le motivazioni firmate dai pm Massimo Terrile e Walter Cotugno — Abbiamo dato il consenso per varie ragioni: Autostrade ha adottato un nuovo modello di organizzazione, di gestione e di controllo che può prevenire reati analoghi, ha modificato il documento per la valutazione dei rischi, ha risarcito in modo pressoché integrale le vittime e ha messo a disposizione dello Stato questa somma (26,8 milioni di euro, ndr) che è l’equivalente di quanto avrebbero speso se avessero fatto i lavori per evitare il disastro, quelli alle pile 9 e 10 del ponte”.

“Aspi non è più quella di quattro anni fa e ora è in grado di garantire la sicurezza”: questa, in sintesi, la motivazione dietro il via libera alle richieste della società, che nel frattempo ha destinato 63 milioni di euro ai risarcimenti per le famiglie delle vittime e 538 milioni alla ricostruzione del viadotto, come precisato dalla stessa Autostrade. Un passaggio che i parenti di chi ha perso la vita in quel drammatico giorno del 2018 ha però letto come l’ennesima beffa: “Il patteggiamento non lava le coscienze ed è oltretutto un’ammissione di colpa – ha commentato Egle Possetti, portavoce del Comitato ricordo vittime di ponte Morandi – Lo sviluppo avrà un impatto importante sull’iter processuale degli altri imputati: significa che il castello accusatorio è valido”.

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