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Pignoramenti e vendite all’asta più facili: ecco il vero Pnrr del governo Draghi

Un Pnrr, acronimo non troppo piacevole da pronunciare che sta per Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, perfettamente in linea con la storia di Mario Draghi e con il tipo di cultura che incarna. L’ennesimo tradimento a danno degli italiani, che vedranno sacrificati i propri risparmi in cambio dei prestiti avvelenati dell’Ue. E che mostra tutta la decisione del governo su un punto: l’accelerazione delle esecuzioni immobiliari, nel bel mezzo di una crisi economica senza precedenti che ha già messo in ginocchio migliaia di famiglie, alle quali lo Stato ha fin qui negato aiuti e assistenza.

Pignoramenti e vendite all'asta più facili: ecco il vero Pnrr del governo Draghi

Spulciando il piano del dettaglio, ecco così saltar fuori l’intervento sul processo esecutivo, che si cercherà di rendere più spedito semplificando l’avvio della procedura, riducendo i termini processuali, anticipando la custodia e rendendo obbligatoria la liberazione. Sarà più facile, quindi, vedersi pignorata e poi destinata all’asta la propria abitazione in caso di difficoltà economiche, un passaggio che sembra decisamente fuori luogo in un momento così complicato e che invece al governo Draghi sta evidentemente a cuore, e parecchio.

Non bastasse, c’è poi il nodo delle esecuzioni immobiliari al momento congelate, e che saranno eseguite a partire dal prossimo 30 giugno. Sono circa 120 mila, come riportato dal Sole 24 Ore, le pratiche in attesa di poter riprtendere il proprio percorso, per un valore complessivo intorno ai 6-8 miliardi di euro. Uno scenario drammatico sul quale il governo, al momento, ha fatto calare un intollerabile silenzio, in un momento in cui sarebbe invece quanto mai opportuno rassicurare i cittadini sulla volontà di aiutarli a uscire dalle difficoltà. Volontà che, evidentemente, non c’è.

Le vite degli italiani restano così sospese tra rate e mutui da pagare, con la paura di perdere il proprio negozio o addirittura la propria casa. Invisibili agli occhi di un governo guidato da quel Draghi che incarna perfettamente quel pericoloso orientamento incline a sostituire le persone con i numeri, i diritti con gli equilibri contabili. Con la finanza sempre al primo posto e parole come “green economy” date in pasto ai giornali per nascondere la propria natura.

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