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Lascia o raddoppia, Pfizer rilancia: “Necessaria la terza dose. Chiediamo autorizzazione”

Pfizer non lascia, raddoppia. Anzi, triplica. Sì, perché l’azienda che ha fatturato milioni grazie al Covid ci ha preso gusto e ora vuole anche la terza dose. E spiegano che nelle prossime settimane chiederanno alle autorità regolatorie, tra cui la Fda in Usa e l’Ema nella Ue, l’autorizzazione per la terza dose del vaccino anti Covid. Come spiega affaritaliani.it, “la casa farmaceutica pensa all’inoculazione aggiuntiva dopo i dati di sperimentazioni”. I dati, citati dall’azienda, mostrerebbero “il forte aumento del livello di anticorpi: una terza iniezione aumenta il livello degli anticorpi da 5 a 10 volte contro il ceppo originario e la variante Beta rispetto alle prime due dosi”. (Continua a leggere dopo la foto)

Pfizer e Biontech ritengono che una terza dose di vaccino abbia “il potenziale per preservare i più alti livelli di efficacia protettiva contro tutte le varianti attualmente noti, tra cui Delta”. Pfizer ha dunque annunciato l’intenzione di chiedere all’Fda, l’autorità del farmaco americana, l’autorizzazione per una terza dose del vaccino contro il Covid per dare “una protezione ancora maggiore” alla popolazione. (Continua a leggere dopo la foto)

In un comunicato, Pfizer ha spiegato che esistono “dati incoraggianti”, che saranno resi pubblici nelle prossime settimane, sulla dose supplementare del vaccino, che aumenterebbe il livello di anticorpi da cinque a dieci volti se somministrata sei mesi dopo la seconda dose. “PFIZER-Biontech ritiene che una terza dose potrebbe essere di beneficio entro i 6-12 mesi successivi alla seconda dose per mantenere livelli più alti di protezione”, si legge nella nota. (Continua a leggere dopo la foto)

Tutto questo mentre da Israele e dal Regno Unito piovono dati tutt’altro che incoraggianti, con le persone che tornano a vaccinarsi e si registrano anche diversi morti tra coloro che avevano ricevuto ben due dosi. Questo non deve essere il pretesto per pretendere la terza dose, ma la conferma che la sperimentazione di massa del vaccino è in alto mare e che i farmaci fin qui utilizzati sono inefficaci. Sotto il profilo sanitario, si intende. Sotto il profilo economico, invece, sono stati efficacissimi.

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