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Per l’Italia con Paragone: il convegno “No insetti nei cibi” svela le verità nascoste

Pubblicato il 06/03/2023 19:34 - Aggiornato il 07/03/2023 12:15

Le farine di insetto non devono entrare nel nostro circuito alimentare. Perché sono disgustose e perché possono essere dannose per la salute delle persone. E’ il grido che si è alzato nel convegno organizzato venerdì 3 marzo, presso la Sala congressi del Bes Hotel di Bergamo, dalle sezioni provinciali di Bergamo, Brescia, Como e Lecco del partito guidato da Gianluigi Paragone. Davanti a un pubblico numeroso e attento, si sono susseguiti interventi di valore per spiegare ciò che la narrazione ufficiale non ci racconta su questa ennesima, a dir poco discutibile svolta voluta dall’Unione Europea in campo alimentare. (continua dopo la foto)

Alla serata erano presenti Gianluigi Paragone, Raffaella Regoli e il Dottor Andrea Stramezzi, premiati dagli organizzatori per il loro costante impegno a favore della verità. Il problema della commercializzazione a scopo alimentare di prodotti a base di insetti è stato approfondito e sviscerato in ogni suo aspetto. La Dottoressa Marina Brusadelli, psicologa e allevatrice di insetti per alimentazione animale, ha parlato delle problematiche legate all’allevamento di insetti. La dottoressa ha sottolineato come la criticità maggiore venga dalla possibilità di fuga di virus e batteri, non a caso trovati in molti allevamenti. E ha sottolineato come questo problema sia contrastato attraverso l’uso di antibiotici. I quali, inevitabilmente, finiscono negli alimenti destinati all’uomo. (continua dopo la foto)

Il Dottor Andrea Stramezzi ha spiegato i problemi sanitari che possono emergere, per esempio, dall’allergenicità di questi alimenti. Raffaella Regoli invece ha parlato delle scoperte fatte durante le sue inchieste giornalistiche sul tema. La Regoli ha ricordato come gli insetti siano pensati come cibo per le masse, mentre alle elite è destinata una produzione di cibo di qualità che altri non si potranno permettere. In conclusione, è stato ribadito che l’eccellenza alimentare italiana non dovrà adeguarsi in alcun modo a questi NOVEL FOOD. Etichetta che sarebbe meglio definire “cibo spazzatura”, l’ultima follia della globalizzazione selvaggia. A margine dell’evento, alcune aziende alimentari del territorio lombardo hanno offerto prodotti locali d’assaggio. Questo per sottolineare la loro vicinanza alle istanze proposte in difesa della nostra gastronomia.