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Pd e M5S salvano Conte e Arcuri: nessuna indagine sugli errori della pandemia

Giuseppe Conte e Domenico Arcuri, nonostante un’inchiesta in corso, non dovranno rispondere delle loro azioni per la gestione della pandemia, né per eventuali errori commessi. A deciderlo è stata la maggioranza che sostiene il governo Draghi, con la sola eccezione di Italia Viva: la commissione parlamentare incaricata di indagare su quanto accaduto al momento dell’esplosione dell’emergenza Covid, infatti, dovrà occuparsi solo e soltanto del periodo antecedente il 30 gennario 2020. Concentrandosi, di fatto, su quanto accaduto lontano da noi, in Cina.

I parlamentari chiamati a condurre le indagini, quindi, dovranno valutare “la congruità delle misure adottate dagli Stati di origine del Sars-CoV2 per evitare la propagazione nel mondo”. E chiudere un occhio, anzi entrambi, di fronte alla gestione di Conte e Arcuri e ai tanti problemi che, nel frattempo, sono emersi. Dalle indecisioni sulle misure restrittirve all’acquisto di mascherine non conformi agli standard di sicurezza e a prezzo gonfiato, la montagna di polvere sarà nascosta goffamente sotto il tappetto, sperando non faccia più capolino.

Nella seduta congiunta dell’8 luglio 2021 nelle Commissione Affari Esteri e Affari Sociali, alcuni emendamenti presentati dal Pd, dal Movimento 5 Stelle e da Leu hanno di fatto stravolto la natura della commissione e ne hanno ristretto di parecchio i poteri. I venti deputati che ne faranno parte avranno 20 mesi di tempo per portare avanti le indagini. Se originariamente ci si sarebbe dovuti concentrare sulla “congruità delle misure adottate dagli Stati”, ora si parla soltanto dei “Paesi d’origine”. I panni sporchi nostrani, quindi, saranno lavati in segreto, lontano da occhi indiscreti.

Piero Fassiono, presidente della Commissione Affari Esteri, ha spiegato la decisione sostenendo che “estendere l’ambito di indagine alle modalità di gestione della pandemia da parte delle autorità italiane” avrebbe alimentato “polemiche strumentali”. Concorde anche la Lega, con il relatore Paolo Formentini che ha difeso la scelta di “circoscrivere l’oggetto dell’inchiesta parlamentare” per non disperdere troppe energie. Un bel regalo a Conte e Arcuri, indubbiamente, da parte della maggioranza che sostiene Draghi. Alla quale evidentemente non interessa sapere quanti e quali errori sono stati commessi durante la gestione della pandemia, e quante vite avrebbero potuto essere salvate. Una notizia che ha fatto ovviamente inferocire le associazioni che riuniscono i parenti delle vittime del Covid.

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