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“Non serve il Green pass”. La circolare del Viminale che contraddice il Governo

Scoppia l’ennesimo caso al dicastero gestito dall’incapace ministro Lamorgese e il commento lo prendiamo a prestito dalla pagina dei portuali di Trieste: “Per le elezioni a Roma di oggi e domani, il prefetto fa una deroga sul pass…come tutte le aziende in crisi di lavoratori?”

Ma andiamo per ordine e veniamo alla notizia pura. Come riportato da Adnkronos, il Viminale ha diramato una circolare per il secondo turno previsto il 17 e il 18 ottobre che interviene a risolvere un problema creato dall’entrata in vigore del green pass obbligatorio per tutti i lavoratori italiani. La sostanza del testo è una vera e propria resa, la forma è il trionfo dell’ipocrisia.

La circolare infatti stabilisce che “per i componenti degli uffici elettorali di sezione ‘ordinari’ e per i rappresentanti di lista accreditati non occorre il possesso della ‘certificazione verde Covid-19’, e ciò assicurerà, nei prossimi turni elettorali, la continuità delle funzioni svolte da parte dei predetti”.

In sostanza presidenti di seggio, scrutatori, e rappresentanti di lista non saranno tenuti ad esibire il Green pass: “Resta fermo l’obbligo del possesso della certificazione per i componenti dai seggi istituiti presso strutture sanitarie aventi reparti Covid-19 o destinati alla raccolta del voto degli elettori in trattamento domiciliare/quarantena/isolamento fiduciario per Covid-19″ o presso le Rsa.” Dopo Trieste un altro chiaro segnale che il ricatto messo in atto dai criminali politici che sono al governo ha ormai i giorni contati.

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