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Parte il walzer delle nomine. Guerra di potere con 364 poltrone da occupare

Secondo i dati del centro studi del gruppo CoMar, dall’inizio dell’anno le società direttamente o indirettamente controllate dal Mef, i cui organi sociali (amministratori unici, board o collegi sindacali) sono stati rinnovati, sono state 15 su un totale di 76, e 142 le poltrone così impegnate. Gualtieri e i suoi sono in ritardo clamoroso sulle altre nomine, e non tutto è imputabile all’emergenza Covid, la quale ha certamente fatto slittare certe procedure. In ballo, infatti, ci sono altre questioni, molto più politiche. Ora si deve mettere mano, tutto in una volta, alle nomine di ben 61 società, andando a colmare 364 posizioni. Una bella fetta di potere da spartire, quindi. Perché la posta in palio, e soprattutto le poltrone in palio, sono molte. Antonella Baccaro sul Corriere della Sera riassume: “Sono dieci le società controllate direttamente dal Tesoro in attesa di nomine: sette i board da rinnovare e altrettanti i collegi sindacali, per un totale di 60 poltrone”.

Andando a vedere nel dettaglio, “del primo gruppo fanno parte Consap (concessionaria dei servizi assicurativi), Consip (centrale acquisti della pubblica amministrazione), Equitalia Giustizia, Istituto Poligrafico Zecca dello Stato e Sogesid (società di ingegneria che si occupa di bonifiche, ciclo rifiuti, dissesto idrogeologico). Manca anche l’amministratore unico di Rete autostrade mediterranee (Autostrade del mare) e il commissario del Gestore servizi energetici (Gse) che ha tra i suoi compiti la gestione dei 14 miliardi di incentivi alle rinnovabili. il collegio sindacale scade in Invitalia, Consap, Equitalia Giustizia, Gse, Zecca dello Stato, Sogin (smantellamento impianti nucleari) e Sport e Salute”.

È facile dunque immaginare la lotta interna alla maggioranza e gli accordi di Palazzo per spartirsi le varie fette di potere. L’esito delle Regionali, infatti, sarà fondamentale anche per capire il peso dei singoli partiti e quindi la richiesta a pretendere. Anche perché in molte delle 51 società indirettamente controllate dal Mef vanno nominati 34 cda e 39 collegi sindacali, per un totale di 304 posizioni. “Tra le più importanti, alcune società direttamente controllate da Cassa depositi e prestiti: Cdp Reti e Fintecna (in pancia, oltre che ex Efim, Iri, ecc, anche 1,13 miliardi euro di liquidità), dove vanno rinnovati entrambi gli organi sociali, mentre in Cdp Equity manca il collegio sindacale”.

Cdp controlla indirettamente anche altre sette società i cui organi vanno resettati. E poi c’è la partita di Ferrovie dello Stato, la quale si presenta come una galassia in cui 35 società sono pronte per il rinnovo degli organi sociali. “Le più rilevanti sono le due più grandi controllate: la società della rete Rfi e quella del trasporto Trenitalia, in cui vanno indicati board e collegio sindacale”. Da rinnovare anche l’amministratore unico e il collegio sindacale di Anas concessioni autostradali. Vediamo come ne uscirà il Paese da questo ennesimo giro di piazzamenti politici.

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