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Nella bolla di Supermario la democrazia viene sospesa

di Gianluigi Paragone.

Ancora una volta assistiamo a un dibattito surreale: da una parte il mondo delle bolle, dall’altra il mondo di Draghi. 

Nel mondo delle bolle ci si sfida a colpi di dichiarazioni, di post, di annunci e di polemiche. Nel mondo di Draghi la dialettica è pari a zero: o si fa come dice lui (il quale fa come dice il club ristretto di quelli che contano) oppure parte il ricatto delle dimissioni e si ritorna così a fare come dice lui. Nessuno, da Salvini a Letta da Tajani a Conte, si può permettere di far saltare il tavolo, e tanto basta al premier di diventare sempre più forte e più autocratico. Con pochi chierichetti a servir messa.

Sul Green Pass stiamo assistendo al massimo delirio: si inseguono voci di chiusure, indiscrezioni di bozze, anticipazioni di sanzioni; ma cosa realmente capiterà da qui a pochi giorni non è dato sapere. Il parlamento è impegnato ad azzuffarsi tra il diritto dei ZanZanBoys (usufruisco del tempo che resta per usare un po’ di ironia senza aver paura di finire sotto processo) a scardinare scuola e famiglia e il diritto della maggioranza a impadronirsi della Rai; pertanto di Green Pass e di libertà nemmeno a parlarne. (Continua dopo la foto)

Pertanto si va avanti nell’equivoco maledetto di un vaccino in fase sperimentale dove i regolatori sono i primi a parlare di autorizzazioni condizionali e non di piena autorizzazione, e dove i vaccinati stanno diventando un pezzo della burocratizzazione dell’emergenza Covid, se non – a pensar male – la molla del mega fatturato prodotto dalle grandi case farmaceutiche (fatturato ben custodito nei paradisi fiscali). Il Green Pass è un lasciapassare burocratico, un documento che attesta tutto e il contrario di tutto. A pensarci bene nella bolla della democrazia sospesa questa carta vale la possibilità di andare a mangiare in un ristorante senza avere rotture di scatole, non di essere più protetto di chi non ha fatto il vaccino ma ha solo un tampone negativo fresco fresco (magari invece il vaccinato è contagiato e non lo sa perché asintomatico). E poi: perché il Green Pass solo nei ristoranti e non nei supermercati che sono luoghi chiusi e di gran lunga più frequentati? Boh. Ma tanto è tutta una panna che monta. (Continua dopo la foto)

La stessa che monta sulla torta del Pnrr, una torta che mangeranno altri a nostre spese. Finalmente qualcuno si sta accorgendo di quel che qui stiamo scrivendo da due mesi: la rivoluzione green, lo switch verso l’elettrico, ci costerà un botto e penalizzerà distretti produttivi. Non ci voleva molto a capire che se togli un motore e ci metti una batteria, chi lavora nella componentistica dei motori chiude baracca e burattini.

E che dire della fantomatica riforma della giustizia, dove si concede persino alle banche di sbattere fuori di casa famiglie esecutate prima dell’asta immobiliare senza nemmeno rimediare all’imbroglio della formazione del prezzo vile? O della privatizzazione dei porti, step finale di un percorso che insiste su “più mercato”? Insomma, nell’emergenza Covid stiamo rivedendo lo stesso film dell’emergenza “Debito pubblico” e guarda caso tocca sempre al “compassato” Mario Draghi servire il “giusto” interesse. Sotto gli occhi di un parlamento acquario.

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