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“Milioni di euro spesi per materiale inidoneo, acquistato coi denari dei cittadini…”

Di Consuelo Rebelde.

Le cronache degli ultimi giorni che riferiscono dell’inchiesta per peculato su Arcuri, impongono una serie di riflessioni, al netto della presunzione di
innocenza che deve valere per chiunque.
Qualora le accuse si rivelassero fondate, si tratterebbe di milioni di euro spesi per materiale inidoneo, acquistato coi denari dei cittadini.
Materiale sanitario che non ha protetto gli operatori ospedalieri nella piena emergenza pandemica; scelte sbagliate e frettolose che si riconducono a ciò che è fondamento della causa che il team legale sta
patrocinando nell’interesse di centinaia di parenti di vittime Covid 19: la totale assenza di un piano pandemico adeguato, come “ci chiedeva
l’Europa”! A fronte di ciò, non abbiamo ad oggi una Commissione d’Inchiesta che operi a 360° nell’interesse dei cittadini più colpiti dalla pandemia, per la ricerca della verità.
Ciò è inaccettabile, considerando che i denari frettolosamente mal spesi – al netto di eventuali responsabilità penali tutte da accertare – sono molti di più di quelli che servirebbero per risarcire i familiari della vittime Covid 19 sui quali sono ricadute le responsabilità, omissioni, incertezze, che
hanno purtroppo contraddistinto le scelte dell’esecutivo nei primi mesi
dell’ondata pandemica.

Ecco che allora, a fronte di tali sprechi, il risarcimento ai familiari sarebbe in realtà una semplice restituzione dei denari degli stessi, spesi in modo poco oculato.

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