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Milano, Paragone decisivo per la corsa a sindaco. Il sondaggio che non vogliono farvi vedere

In attesa di una data definitiva sul giorno della chiamata alle urne, che ancora non c’è ufficialmente ma sarà tra settembre e ottobre, le prossime elezioni Comunali di Milano entrano già nel vivo. Con nove liste in corsa e con il sindaco uscente Beppe Sala, sostenuto dal blocco di centrosinistra, che continua a mostrarsi apparentemente tranquillo della sua conferma e che però, numeri alla mano, meglio farebbe forse a iniziare a preoccuparsi per una situazione che si va facendo parecchio più ingarbugliata del previsto.

Milano, Paragone decisivo per la corsa a sindaco. Il sondaggio che non vogliono farvi vedere

A correre per la poltrona di primo cittadino milanese sono, oltre a Sala, Luca Bernardo, candidato sindaco del centrodestra, Gabriele Mariani (Milano in Comune), Gianluigi Paragone (Italexit), Giorgio Goggi (Socialisti di Milano), Bianca Tedone (Potere al popolo), Simone Sollazzo (Milano concreta), Mauro Festa (Partito dei gay) e Alessandro Pascale (Partito comunista). Stando ai primi sondaggi, Paragone ha già raggiunto il suo obiettivo: sarà decisivo per l’elezione del nuovo sindaco.

In queste settimane, il senatore e fondatore di Italexit ha messo a nudo tutti i limiti della gestione Sala, incapace di garantire sicurezza ai cittadini e mirata a trasformare il cuore di Milano in un luccicante scintillio di grattacieli, tutti rigorosamente di proprietà di grandi fondi stranieri. Una città che si è venduta alle multinazionali, che mette gli interessi della finanza prima di quelli dei suoi abitanti. E che evidentemente non piace più a tanti milanesi, pronti a sostenere Paragone nella sua avventura. Il traguardo principale è stato già tagliato: numeri alla mano, l’ex M5S avrà un peso specifico determinante.

Secondo i dati raccolti da Demopolis per Milano Today, infatti, Sala è in testa col 45 per cento dei voti, seguito da Bernardo col 40 per cento. Terzo Gianluigi Paragone, col 10 per cento delle preferenze. Se i numeri saranno confermati anche tra qualche settimana, quindi, sarà proprio Italexit a giocare un ruolo decisivo al ballottaggio, spostando consenso verso il futuro sindaco. La conferma di come la gestione Sala sia stata deficitaria, e di come i cittadini non vogliano una Milano più vicina alle banche che alle persone.

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